Rugby

Micol Cavina:”Papà ci ha stregate: quattro figlie rugbiste! Ragazze provatelo, è stupendo. Che gioia la Nazionale”

Foto:Stefano Delfrate

Micol Cavina, ligure di Cogoleto, classe 1999, astro nascente del rugby italiano,  ha una storia interessante e curiosa da raccontare in un momento particolarmente felice della sua carriera. Micol e il rugby, una passione ereditata dal papà che ha contagiato lei, la gemella Giulia, e le altre due sorelle. Insomma, un vero e proprio marchio di famiglia.
Micol, una domanda che ti avranno fatto almeno mille volte, ma il rugby non è una disciplina più adatta ai maschi?
Questa è la domanda che mi fanno tutti, la seconda, in ordine “ma non ti fai male?”. Il rugby è la mia vita, quindi le mie risposte sono assolutamente di parte. Io ho iniziato a giocare a sei anni, mio padre era un rugbista e quando ha smesso ha iniziato ad allenare i bambini, quindi a casa è sempre stato pane quotidiano, tanto è vero che, tutte noi, quattro figlie,  ci siamo appassionate smorzando le speranze di mamma che avrebbe voluto continuassimo con la ginnastica artistica“.

Micol con la sorella Giulia
Tu e Giulia state attraversando un momento meraviglioso,  per  entrambe  l’ esperienza con la Nazionale, e per te uno scudetto; cosa significa fare della propria passione un lavoro?
Più che un lavoro per me è una ragione di vita e la mia l’ha cambiata il rugby in tutti i sensi. La squadra in cui giocavamo io e Giulia si è sciolta così, per non abbandonare i nostri sogni, siamo state costrette, dopo la maturità, a lasciare la nostra città.  Lei si è trasferita a Milano e io a Villorba in provincia di Treviso, dove ora vivo“.
La soddisfazione più grande?
Sicuramente la chiamata in Nazionale. Una grandissima emozione essere convocate, sia io che Giulia,  per un torneo ad Hong Kong con la Nazionale maggiore pur essendo ancora Under -18. poi, ovviamente, indimenticabile anche la conquista dello scudetto“.
C’è mai stato un momento di sconforto in questi anni in cui hai pensato di lasciare il rugby?
Sì, ho smesso per un paio di mesi quando il mio allenatore era mio padre… le grandi litigate mi avevano portato, forse per ripicca, a smettere di giocare. Poi la passione ha vinto, non ce l’ho fatta, e sono tornata in campo“.
Cosa diresti ad una ragazza per convincerla ad iniziare a giocare a rugby?
Solamente di provarlo per rendersi conto di quanto possa dare questo sport. C’è anche da dire che, diversamente da quello che potrebbe sembrare, questo è uno sport adatto a tutti“.
Quale è invece la cosa più difficile per chi volesse intraprendere questa strada?
A livello agonistico sicuramente gli allenamenti perché non è facile riuscire a  ritagliarsi il tempo da dedicare alla preparazione fisica che è fondamentale in questa disciplina; se non sei atleticamente a posto difficilmente puoi far bene”.
C’è una caratteristica che, nel rugby,  può privilegiare una donna rispetto ad un uomo?
Il senso del sacrificio che in una donna è sicuramente più spiccato“.
Torniamo a te… quali obiettivi ti sei prefissata per il prossimo futuro?
Obiettivi ne ho tanti, ma preferisco raggiungerli e non dichiararli“.
Micol, c’è un principe azzurro nella tua vita?
Sì, sì… sono fidanzata“.
Nella vita di tutti i giorni, fuori dal campo, più tacchi o scarpe sportive?
Assolutamente e rigorosamente scarpe da ginnastica, sono alta un metro e ottantadue e il tacco potrebbe diventare un problema“.
Per una vacanza, mare o montagna?
Senza pensarci… mare!”.
Colore preferito?
Il giallo ma anche il bordeaux“.
La cosa più importante nella vita?
La famiglia, il mio sport, la scuola e il lavoro“.
C’è qualcosa che ti fa paura?
Non ho paure particolari, se posso scendere in qualcosa di profondo ti dico la morte e la paura di essere dimenticata“.
L’ultima cosa che fai la sera prima di dormire?
Vado in bagno“.
E la prima appena ti svegli?
“Lavo i denti”.
Quanto conta  nella vita per te l’amore da 1 a 10?
7“.
L’amicizia?
9“.
La sera fuori a cena… pizza o sushi?
Pizza“.
Serata coperta e divano o serata fuori?
Serata fuori e fino a tardi“.
Per rilassarti: musica, film o libro?
Musica“.
 Il tuo film preferito?
One day“.
Il tuo rapporto con i social?
Su Instagram qualche storia la pubblico giornalmente ma non troppe foto perché mi piace che ci sia qualcosa che rimanga mio“.
Un tuo pregio e un tuo difetto?
Sincera e pigra“.
Poseresti mai per un calendario?
In realtà l’ho già fatto per il calendario della Nazionale quindi non avrei alcun problema soprattutto se fatto a scopo benefico“.
Che rapporto hai con il tuo corpo?
Insomma… No dai, diciamo buono... “.