Il portiere delle Milan Ladies, Alessia Groni, intervistata da golditacco.ilgiornale.it, ha spiegato la sua passione per il calcio: “Fin da bambina giocavo a calcio al parco, passavo i pomeriggi così, ma ho iniziato a giocare in una squadra solo a 16 anni perché non sapevo nemmeno esistessero squadre femminili, tant’è che fui contattata da una giocatrice che mi vide all’opera tra i pali in un torneo scolastico e da lì iniziò la mia carriera calcistica”.

Su un possibile futuro all’estero: “Si è presentata l’occasione quando ero ancora minorenne: ricevetti una proposta poco concreta dal direttore sportivo di una squadra francese che mi vide giocare in un torneo amatoriale in vacanza, ma i miei genitori non erano pronti per farmi fare un’esperienza all’estero. Attualmente il calcio italiano è poco conosciuto e le richieste concrete dall’estero arrivano per le ragazze più conosciute, che hanno o hanno avuto modo di fare delle esperienze nella Nazionale. Se dovessero arrivarmi proposte serie e concrete sicuramente le valuterò”.

Sul supporto del calcio maschile: “Nel calcio femminile non ci sono investimenti rilevanti, se i club maschili facessero investimenti nei club femminili, quest’ultimi acquisirebbero molta più importanza e visibilità, in più i club maschili avrebbero anche dei tornaconti ad esempio le entrate monetarie grazie agli sponsor e all’aumento di tifoseria oppure da non sottovalutare la coesione e l’attaccamento al club”.

E poi un sogno Azzurro: “Il sogno nel cassetto è sempre e solo uno: la Nazionale di Cabrini. Io vorrei tanto far parte di quello splendido gruppo di ragazze con la maglia azzurra che rappresenta la nostra nazione e anche se so che ormai ho pochissime possibilità, mi impegno ogni allenamento per non farmi trovare impreparata in caso dovessero darmi questa opportunità”.