Dopo i recenti gravissimi episodi di razzismo nei confronti di giocatori da parte di presunti tifosi, presenti allo stadio, o sui social, sul tema è inventato anche il ct della Nazionale italiana di calcio femminile Milena Bertolini. “Il tema del razzismo in Italia è un problema complesso – ha spiegato a margine dell’assemblea di avvio dell’anno sociale 2019 dell’Unione Sportiva Acli di Roma – che non va banalizzato pensando di trovare la ricetta. E’ un problema che va affrontato a 360°, va affrontato attraverso l’educazione, progettualità nelle scuole, della federazioni attraverso la giovanile, attraverso la certezza della pena, pene sicure. E’ un tema complesso che va aggredito a 360°Il problema del razzismo in Italia è complesso, va affrontato e aggredito a 360 gradi. Non riguarda il calcio femminile, dove non ci sono nemmeno aspetti sessisti. Nel pensiero collettivo c’è l’aspetto che la donna che gioca a calcio è strana o un uomo mancato. Bisogna intervenire a livello educativo“.
La legge sul professionismo non deve essere per togliere tutele ai Ronaldo ma per darne ai nostri atleti olimpici, gran parte dei quali sono dilettanti”, ha detto il n.1 Aic, Damiano Tommasi. Argomento attuale, il semi professionismo nel calcio femminile: “La auspichiamo da tantissimo tempo –  ha ribadito il ct della nazionale italiana di calcio femminile Milena Bertolini – Io sono positiva , ci scommetterei molto. Scommetterei sul fatto che tutte le ragazze avranno un futuro migliore, a livello di tutele previdenziali e di diritti a fine carriera

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