Un bronzo che sa di oro. E che può rappresentare un segnale importante per il “new deal” dell’atletica italiana, affidata da qualche mese alla pianificazione del direttore tecnico Antonio La Torre, colui che cercherà di fare alzare le quotazioni di un movimento sportivo passato attraverso diverse “batoste”. La 4×400 di  Maria Benedicyta Chigbolu, Ayomide Folorunso, Giancarla Trevisan e Raphaela Lukudo chiude al terzo posto in 3’27”74, alle spalle degli inarrivabili Stati Uniti ( 3’27”65) e della Polonia (3’27”49), conquistando anche il “pass” per i Mondiali di Doha,. Succede nella giornata conclusiva dei Mondiali a Staffette di Yokohama (Giappone), ossia le World Relays, con un quartetto che, ormai, sa di “fortezza” inattaccabile, di una sicurezza (oro ai Giochi del Mediterraneo e bronzo ai recenti Euroindoor). Questa volta si può parlare di impresa, visto che le World Relays si possono considerar un “Mondialino”.
Non parte benissimo Chigbolu, poi perè Ayomide Folorunso è strepitosa al secondo cambio, risale posizioni su posizioni e consegna il testimone terza alla giovane Giancarla Trevisan che è autrice di una frazione in 52”0 e passa all’ultima frazionista, Raphaela Lukudo. La Lukudo, in grande giornata, impegna fino all’ultimo polacche e americane e consegna all’Italia il primo bronzo in manifestazioni del genere. Davvero strepitose, le ragazze!.
Nella 4×400 mista, quarto posto in rimonta di Giuseppe Leonardi, Virginia Troiani, Chiara Bazzoni e Alessandro Sibilio (3:20.28), quinta invece la 4×100 con Johanelis Herrera, Gloria Hooper, Anna Bongiorni e Irene Siragusa (44.29).