Lei è Giulia Fusar Poli, solo 18 anni ma un talento da vendere e sul quale il Mozzanica punta anche per il futuro. “So di dover migliorare tanto – ha spiegato il centrocampista al sito del club bergamasco –  ci sto provando dando il massimo sempre,  grazie anche agli insegnamenti di mister Grilli e delle compagne più esperte. Da gente come Daniela Stracchi o Viviana Schiavi si può imparare davvero tanto. Anche nelle partitelle d’allenamento mi danno sempre una grossa mano, correggendomi la posizione e i movimenti da fare”.

Giovanissima Fusar Poli ma con le idee ben chiare in testa: “Ho un piccolo desiderio: riuscire a fare il mio primo goal in serie A, ma non chiedermi come esulterò se dovesse succedere, perché non ho assolutamente intenzione di pensarci adesso. Poi ci sarebbe la nazionale, sono ancora in età per l’under 19 e pertanto un pensierino ad una convocazione ce lo faccio anch’io come tutte. Fino ad ora ho partecipato solo alle rappresentative regionali, ma ho comunque il bel ricordo della vittoria del torneo delle regioni con la rappresentativa della Lombardia di qualche anno fa, tra l’altro ottenuto con le mie attuali compagne Aurora Galli e Nicole Garavelli. Per quanto riguarda il Mozzanica, invece, vogliamo finire il campionato in testa. Ora siamo dietro, ma siamo agguerrite più che mai e ci crederemo fino alla fine. Lo dobbiamo al Presidente, vogliamo fargli questo regalo”.

Sui problemi del calcio femminile italiano, Giulia Fusar Poli continua: “Manca purtroppo ancora tanto per avvicinarci agli altri campionati europei. A scuola di recente se ne parlava e c’erano dei ragazzi che non credevano che i nostri “stipendi” fossero così bassi (per chi li riceve ovviamente…) e che anche le giocatrici della nazionale sono dilettanti a tutti gli effetti.  Uno di loro mi faceva l’esempio delle squadre professioniste maschili, dove nelle giovanili, appena un calciatore diventa maggiorenne, gli viene fatto sottoscrivere il contratto da professionista, con stipendi che vanno ben oltre i nostri. Inoltre chi non conosce il nostro mondo, (ma purtroppo anche molte figure che lo dovrebbero conoscere bene) ci vede spesso come ragazze “strane”, appellate con battute che preferisco non ripetere, e finché impera in Italia tanta ignoranza dove vogliamo andare?”. Giulia sogna la Nazionale, gioca al Mozzanica e studia in un istituto tecnico con indirizzo sportivo a dispetto di chi non crede nelle calciatrici.

(Fonte foto: Maria Gatti)

 

 

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