“Mondo Accademico e Calcio Femminile” è la nuova rubrica di Sportdonna.it. Abbiamo l’obiettivo di farvi conoscere le tesi di laurea o le tesine per la maturità che trattano del calcio in rosa e dare spazio a chi ha portato sui banchi di scuola e nelle aule universitarie questo tema.

Ciao e grazie per la collaborazione al progetto “Mondo Accademico e Calcio Femminile”. Presentati brevemente…
“Ciao e grazie a voi per l’opportunità. Sono Natasha Piai, laureata in scienze motorie l’estate scorsa. Sono iscritta alla specialistica in scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate, lavoro in palestra, partecipo al progetto “sport di classe” del CONI per le scuole elementari, durante il periodo estivo lavoro in un centro estivo sportivo, alleno una squadra di calcio. Gioco a calcio da 17 anni e quest’anno sono ritornata a giocare nel calcio femminile Permac Vittorio Veneto”.

Dati di contesto
Università: Università degli Studi di Udine
Facoltà e Corso di Laurea: Dipartimento di scienze mediche e biologiche – Corso di laurea in Scienze motorie, cl. L-22
Titolo tesi: Il modello prestativo della calciatrice di serie A: valutazione tramite l’utilizzo del GPS in partita.

Quali sono i temi che hai affrontato nel tuo lavoro di tesi?
“Lo scopo principale della mia tesi è stato quello di creare il modello prestativo della calciatrice di serie A attraverso l’analisi:

  • delle prestazione nei 90′ della squadra e per ruolo
  • delle differenze tra primo e secondo tempo nella squadra e per ruolo
  • delle differenze per frazioni di match (periodi di 15 min) nella squadra
  • infine è stato svolto un confronto tra il modello prestativo del calciatore e della calciatrice di serie A.

Sono stati analizzati diversi parametri delle calciatrici che avevano disputato l’intero match, durante l’annata calcistica 2015/2016, attraverso l’utilizzo del GPS in partita. Inoltre, non avendo potuto lavorare su un numero più ampio di dati che avrebbero permesso un’analisi più dettagliata e precisa, il mio obiettivo è stato anche quello di provare ad attivare l’interesse degli esperti, soprattutto di calcio maschile, affinché possano portare le loro conoscenze al mondo del calcio femminile. La creazione di un modello prestativo della calciatrice fornirebbe informazioni tali da permettere ad allenatrici, allenatori, preparatori e preparatrici di lavorare in modo più preciso e approfondito”.

piaiHai dei consigli da dare a un laureando/a che desidera svolgere una tesi sul calcio femminile?
“Penso che la tesi sia un momento unico per poter svolgere uno studio su un argomento a cui lo studente tiene in modo particolare. Di conseguenza è un’opportunità, per coloro che lo desiderano, di far conoscere il calcio femminile e di aumentare le ricerche in questo campo. Non sarà sicuramente facile perché in letteratura non ci sono tanti studi quanto nel mondo del calcio maschile, ma questo non impedisce di riuscire a fare un ottimo lavoro. Se è ciò che lo studente desidera fare, riuscirà a superare anche questa difficoltà ed a compiere un bel lavoro, che porta davvero tanta ma tanta soddisfazione”.

 Hai avuto l’opportunità di presentare il tuo lavoro di tesi dopo la laurea?
No, non ho ancora avuto questa opportunità”.

Hai trovato con facilità un impiego dopo la laurea? In che ambito?
“Sono riuscita subito a trovare lavoro in palestra e nel mondo del calcio. Successivamente si è aggiunto anche l’impiego scolastico”.
1.3 IL MODELLO PRESTATIVO DELLA CALCIATRICE
Come detto precedentemente, le pubblicazioni riguardanti le richieste fisiche e fisiologiche del calcio femminile sono minori rispetto a quelle presenti in letteratura per quanto riguarda le caratteristiche della giocatrice, e sono di gran lunga più scarse di quelle specifiche del calcio maschile. Comunque, data la maggiore popolarità del calcio femminile, di recente sono stati condotti diversi studi in merito. Questi studi hanno permesso una maggior conoscenza di cosa viene richiesto alla calciatrice in partita. Per quanto riguarda la richiesta dal punto di vista fisico (aspetto su cui si basa il mio studio), come per il calcio maschile l’uso della tecnologia (match analysis e GPS) ha permesso di analizzare in modo specifico questo fattore.

Dagli studi effettuati si è visto che:

  • In media una calciatrice percorre dai 9.7 ai 10.4 km in una partita;
  • La distanza percorsa nel primo tempo è maggiore rispetto a quella percorsa nel secondo tempo nelle partite delle squadre nazionali; è simile invece nelle partite di club;
  • Il numero di attività è simili tra partite internazionali e nazionali (partite di club) e il cambio di attività avviene circa ogni 4 secondi;
  • Il numero di attività ad alta intensità di corsa (15-18 km/h) dura in media 2.3 secondi ed è simile nella partite nazionali e internazionali;
  • Non si notano differenze tra i due livelli di gioco nel tempo percorso a bassa intensità di corsa (6-12 km/h), camminando (<6 km/h) e da fermo (0 km/h);
  • Il tempo percorso ad alta intensità di corsa e sprintando (18-25 km/h) è maggiore nelle partite internazionali;
  • Il tempo percorso a bassa ed alta intensità di corsa è maggiore nel primo tempo rispetto al secondo in entrambi i livelli di gioco; è simile invece per quanto riguarda lo sprint;
  • La distanza percorsa ad alta intensità e nello sprint è maggiore a livello internazionale;
  • La distanza percorsa ad alta intensità è maggiore nel primo tempo per entrambi i livelli di gioco, mentre è simile per quanto riguarda lo sprint;
  • I centrocampisti (centrali ed esterni) sono coloro che percorrono le maggiori distanze durante la partita;
  • I centrocampisti esterni percorrono più metri ad alta intensità di corsa; i difensori percorrono meno metri ad alta intensità di corsa;
  • Gli attaccanti percorrono più metri sprintando.

(3, 12, 16, 19, 26, 32, 34)

Questi sono i dati ricavati dagli studi effettuati su squadre nazionali e/o di club. Nessuno di questi studi, però, è stato svolto sulla nazionale Italiana e/o su squadre di club italiane. Ad oggi infatti, a mia conoscenza, non esiste alcuno studio che abbia analizzato le richieste fisiche delle partite del campionato italiano (né di serie A, né di categorie inferiori) e/o delle partite disputate dalla nostra nazionale (né quella maggiore, né delle giovanili)

1.4 CONFRONTO TRA MODELLI PRESTATIVI

In letteratura sono presenti degli studi che hanno messo a confronto partite di calcio femminile e partite di calcio maschile.

Sempre per quanto riguarda la richiesta fisica del match, riporto i risultati del lavoro svolto nel 2014 (il più recente a mia conoscenza) da Bradley et al (10):

  • Tra squadre di sesso maschile e femminile che competono ai livelli più alti d’Europa, ci sono grandi differenze nella performance del match;
  • Gli uomini percorrono distanze maggiori in totale e a soglie di alta velocità (>18 km/h) rispetto alle donne;
  • Le donne percorrono distanze maggiore rispetto gli uomini alla soglia di 0-12 km/h di velocità nel primo tempo, mentre nel secondo tempo la distanza percorsa è simile tra i due sessi;
  • I terzini, centrocampisti centrali ed esterni delle squadre maschili percorrono ad alte velocità distanze maggiori rispetto alle squadre femminili, mentre non ci sono differenze tra i sessi se si prendono in considerazione attaccanti e difensori centrali;
  • Nelle donne si evidenzia una grande differenza tra il primo e secondo tempo per quanto riguarda la distanza coperta in totale e alle velocità di 12-15 km/h e >15 km/h; di conseguenza il sopraggiungere della fatica durante il match sembra essere più alto nel calcio femminile rispetto a quello maschile;
  • Per quanto riguarda la distanza percorsa a velocità di 15-18 km/h non sono presenti delle differenze nel primo tempo, mentre è maggiore nel secondo tempo negli uomini; questo a conferma di quanto riportato nel punto sopra.

Come affermato dagli autori, per poter effettuare delle comparazioni più appropriate, sono necessari ulteriori studi che stabiliscano delle velocità di soglia specifiche per ogni genere.

Con i confronti già presenti in letteratura e con altri più specifici, che mi auguro verranno effettuati, sarà possibile dare a tutti coloro che lavorano nel mondo del calcio femminile le conoscenze necessarie; queste permetteranno di comprendere le differenze tra i sessi in questo ambito e, di conseguenza, le modifiche che devono essere apportate alle varie esercitazioni che compongono le sedute di allenamento.

2 SCOPO DELLA TESI

Nonostante i miti e i pregiudizi che circondano il mondo del calcio femminile, le calciatrici non si sono arrese ed hanno continuato a praticare lo sport che amano. Quello che manca però, come già riportato sopra, sono degli studi scientifici specifici sul calcio femminile. La loro mancanza non facilita di certo lo sviluppo e il progresso dell’altra metà del calcio. Inoltre, la maggior parte delle squadre femminili sono allenate da figure maschili, che arrivano dal mondo del calcio maschile. Molte di queste non tengono in considerazione che le caratteristiche fisiche e fisiologiche della donna sono diverse dall’uomo e, inoltre, dimenticano che ci sono alcuni aspetti che sono esclusivamente femminile e che possono influenzare la prestazione come il ciclo mestruale, la gravidanza, l’osteoporosi, i disturbi alimentari. Così facendo, si illudono di poter allenare le calciatrici nello stesso modo in cui allenano i calciatori. Al contrario, per far sì che ciò non avvenga, dovrebbero essere effettuati ulteriori studi e corsi sul calcio femminile per permettere a tutti coloro che lavorano in questo mondo di possedere le giuste conoscenze e garantire la giusta preparazione alla calciatrice senza il pericolo di recarle dei danni.

Lo scopo primario della mia tesi quindi è quello di “creare” il modello prestativo della calciatrice di serie A, che, come detto precedentemente, a mia conoscenza, ad oggi ancora non è stato pubblicato.

Secondariamente, il mio obiettivo è quello di trasmettere la passione presente nel mondo del calcio femminile, che lo contraddistingue da quello maschile, a tutti coloro che potrebbero, con le loro conoscenze, ampliare le ricerche in questo campo e, di conseguenza, aumentare il livello del calcio femminile italiano.

Infine, inserirò un confronto tra i risultati da me ottenuti e quelli riportati nel lavoro di Osgnach et al. (2010) sul calcio maschile di serie A.

7 Conclusione

Il presente studio ha permesso di definire il modello prestativo della calciatrice di serie A (riportato nel capitolo 6), non ancora studiato, tramite l’utilizzo dei GPEXE. Per farlo sono state studiate le prestazioni del girone di ritorno delle calciatrici dell’UPC Tavagnacco, squadra del Friuli Venezia Giulia, che ha concluso il campionato nella 5° posizione (su 12 squadre) con un distacco di 14 punti dalla prima classificata, 15 dalla 6°, 28 dalla 12°.

Consapevole dei limiti che questo lavoro poteva presentare, dettati dall’impossibilità di analizzare un maggior numero di partite e dall’avere a disposizione una sola squadra da visionare e quindi una ridotta quantità di atlete ho deciso, in accordo con il relatore e il correlatore, di compiere comunque questo studio, seppur poco dettagliato, per dare l’opportunità anche al calcio femminile italiano di avere un modello prestativo su cui basarsi. La causa della mancanza di studi in questo campo è sicuramente dovuto alla poca considerazione che vanta il calcio femminile in Italia, il quale non permette alle società di avere dei budget elevati a disposizione. Di conseguenza nessuna squadra in Italia ha la disponibilità economica che le permetterebbe di utilizzare la video match analysis, la quale avrebbe dato la possibilità di eseguire degli studi. Inoltre, solo da quest’annata calcistica, è stato permesso l’utilizzo dei GPS in partita. Seppur minore, anche questo dispositivo ha un prezzo elevato che non tutte le società hanno la possibilità di sostenere. In Italia, a mia conoscenza, solo 3 o 4 squadre li hanno utilizzati durante questo campionato. Vista quindi la possibilità di utilizzare tali dispositivi mi auguro, e spero, che nei prossimi anni vengano presentati diversi studi sul calcio femminile italiano che potrebbero portarlo ad una maggior crescita sotto tutti gli aspetti.

Inoltre, la voglia e la scelta di compiere questo studio, è stata dettata anche dal desiderio di far conoscere il mondo del calcio femminile. Dal “reportcalcio2015” pubblicato dalla FIGC, in Italia si contano 1.073.286 iscritti, di cui 21.617 sono donne (il 2% circa). Nonostante il calcio femminile rappresenti solo il 2% non si nota una grande differenza a livello del ranking. Dal sito della FIFA, infatti, si può vedere che l’Italia femminile occupa la 18° posizione (5 in più rispetto al 2015), mentre quella maschile occupa la 12° posizione (3 in meno rispetto al 2015). Inoltre andando ad analizzare i risultati ottenuti dalle nazionali, anche qui si possono sottolineare dei risultati positivi a favore del calcio femminile. A livello di nazionale giovanile l’Italia femminile ha vinto 1 europeo su un totale di 8, considerando il fatto che a livello femminile sono presenti solo due nazionali giovanili (U17 e U19), mentre il maschile ne conta 7. In più, la nazionale giovanile a raggiungere la posizione più alta ad un mondiale è stata l’U17 femminile classificatasi 3° ai mondiali svolti in Costa Rica nel 2014. Come si può notare a livello giovanile, per il calcio femminile, i successi non sono mancati. Quello che però si nota è che a livello di nazionale maggiore l’Italia femminile non presenta trofei. Questo perché la strada verso la nazionale maggiore, e quindi la crescita della calciatrice, negli altri paesi è sicuramente più seguita sia con un più ampio numero di nazionali giovanili che con una maggior considerazione del calcio femminile e quindi una miglior preparazione dello staff tecnico e di tutte le strutture e i materiali a disposizione delle squadre (sia nazionali che di club).

Quindi il messaggio che volevo trasmettere e che mi ha portato a compiere questo lavoro è: anche il calcio femminile merita gli studi che vanta il calcio maschile, anche il calcio femminile merita una maggior considerazione, anche nel calcio femminile c’è qualità, anche il calcio femminile merita di diventare professionistico, anche il calcio femminile merita staff qualificati, anche il calcio femminile merita il tutto esaurito, anche il calcio femminile MERITA.

Per eventuali contatti, potete scrivere a natashapiai93@gmail.com

Francesca Gargiulo