Effettuata l’iscrizione al campionato cadetto (con richiesta di eventuale ripescaggio in serie A), la Roma Calcio Femminile lavora per dare a mister Piras una squadra di livello per ritentare quella scalata alla serie maggiore che da 3 anni la Roma sfiora e perde per un niente.
In attesa di annunciare nomi nuovi, parliamo delle conferme. La prima giocatrice ad aver dato la propria disponibilità a restare è il difensore Noemi Cortelli detta Candela.

Sei stata tra le prime a confermare tua presenza in squadra anche per l’anno prossimo. Cosa ti ha spinto a questo?
Questa maglia mi appartiene ed é ormai la mia seconda pelle, come tutti i grandi amori e dopo una grande ed ennesima delusione, si pensa di mollare tutto, ma alla fine il sentimento e l’Unione che ci contraddistingue ci porta sempre di nuovo a ricominciare più forti di prima.

Superata delusione della finale col Bari o qualche scoria ancora è rimasta?
Le crepe rimangono, ma fortunatamente sappiamo riempirle di entusiasmo e caparbietà. Quando si subiscono delle ferite che hanno comunque una storia e si riesce a curarle e a risalire, diventa tutto più bello.

Nuova stagione…nuovo allenatore. Cosa ti aspetti.
Si riparte con lo stesso gruppo, ma con un nuovo mister a cui daremo piena fiducia e collaborazione
Ci tengo comunque a ringraziare mister seleman per questi anni di crescita insieme..ci ha portato nella posizione più alta della classifica, ma non é bastato. Si vede che dobbiamo ancora lavorare tanto per questo! Ci ha insegnato tanto e soprattutto ha contribuito alla nostra vittoria più grande che è quella di essere riusciti a creare “un gruppo” di persone unite dentro e fuori dal campo che si stima e che si dà forza. Sempre pronto a rialzarsi.

Ti chiamano Candela come l’ex giocatore francese della As Roma, spiegaci perché.
Son le mie compagne che mi chiamano così, ormai Cande ( siamo a Roma quindi cerchiamo sempre di abbreviare) ..sarà per il mio modo di giocare, dicono, elegante. Me lo porto dietro da quando ero “giovane e forte”, quando correvo sulla fascia ed evitavo gli avversari senza mai “sporcarmi” con un gioco semplice,  ma efficace… da quando Vincent  Candela giocava nella Roma. Ma secondo me ora mi chiamano così per l’esperienza e l’età che avanza (senza nulla togliere al grande Vincent ovviamente.