Nuoto

Nuoto, la consacrazione di Ilaria Cusinato

Nuoto, la consacrazione di Ilaria Cusinato

Ilaria Cusinato ha stupito ancora e agli Europei scozzesi di Nuoto è riuscita a conquistare un argento sfavillante, a soli 18 anni. La cittadellese è arrivata seconda nei 400 misti, nuotati in 4’35″05, cedendo solo alla francese Fantine Lesaffre (prima in 4’34″17) finendo davanti alla scozzese Hannah Miley (bronzo in 4’35″34 e specialista di lungo corso). Sotto il podio l’altra britannica Aimee Willmott in 4’35″77, settima Carlotta Toni in 4’40″18. La veneta di Cittadella neanche col personale di 4’34″65 sarebbe stata d’oro, ma ha disputato una super gara virando in 1’03″49 a delfino, quarta dopo il dorso in 2’14″39, prima dopo la rana in 3’31″54 e poi nel duellissimo a stile libero ha provato a resistere contro la transalpina, che ha tenuto nell’ultima vasca. Gara emozionante per l’allieva di Stefano Morini, che si allena ad Ostia con Paltrinieri. Era già stata sul podio nei 200 mx a Copenaghen in vasca corta.

Per l’atleta padovana è la seconda prestazione personale di sempre dietro al 4’34”65, migliore prestazione italiana in tessuto stabilita al trofeo Sette Colli, a 21 centesimi dal record italiano stabilito da Alessia Filippi per l’argento alle Olimpiadi di Pechino nel 2008.

“Sono contentissima perché volevo prendere una medaglia. L’oro? Sapevo che era difficile, dopo aver visto la francese nuotare stamattina, però ho lottato con tutte le mie forze, mi è già capitato di arrivare terza per pochissimo a Copenaghen. Il percorso che ho fatto negli ultimi due anni è stato molto difficile, ma mi ha portato grandissime soddisfazioni. Devo ringraziare tutto lo staff che mi a seguito la federazione che mi ha dato la possibilità di allenarmi al Centro Federale, al mio allenatore Stefano Morini, al mio preparatore Marco Lancissi e tutto il resto dello staff. Dedico la medaglia ai miei genitori che sono qui e a tutti quelli che mi seguono e che fanno il tifo per me”.

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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