La pandemia da coronavirus non si arresta e sta coinvolgendo ogni zona del pianeta. In questo scenario è normale che, in ambito sportivi, si discuta sull’eventuale possibilità di annullare o rinviare le prossime Olimpiadi previste in estate a Tokyo.
Mentre il Cio continua a ribadire che il programma non cambia, un membro del Comitato olimpico giapponese (Joc) afferma pubblicamente il suo dissenso.
Mi domando – le parole di Kaori Yamaguchi, ex campionessa di judo e medaglia di bronzo ai Giochi olimpici di Seul nel 1988, in un’intervista al quotidiano Asahi – chi di noi possa essere contento di ospitare le Olimpiadi in luglio mentre tutto il mondo sta attraversando una tale tragedia capace di travolgere un numero così elevato di persone“.
In Giappone sono stati fermati i calendari sportivi della stagione del baseball e del calcio, così come tutti i principali tornei scolastici sportivi. Yamaguchi ha puntato il dito contro l’omertà su questo tema nel Sol Levante e l’ha paragonata al periodo finale della Seconda guerra mondiale. “In Giappone, nelle fasi finali del conflitto molte persone sentivano di non poter esprimere la loro opinione pur sapendo che il Paese avrebbe perso la guerra. Allo stesso modo molti membri del Comitato olimpico giapponese (Joc) oggi si sentono scoraggiati nell’affermare che un rinvio dei giochi possa essere in effetti la migliore soluzione“.
Ovviamente le parole di Kaori Yamaguchi hanno avuto un forte eco sollevato l’ira del presidente del Comitato olimpico nipponico,  Yasuhiro Yamashita. “E’ comprensibile che altre persone abbiano diverse opinioni, ma è estremamente spiacevole che a fare questi commenti sia un membro all’interno del Joc“.

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