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Olimpiadi Giovanili / Veronica Toniolo oro nel judo

Buenos Aires (Argentina) 08 ottobre 2018 III Youth Olympic Games - Giochi olimpici giovanili. Judo, 52Kg - Donne, VERONICA TONIOLO SCONFITTA nella finale per il bronzo al Asia Pavilion (Youth Olympic Park). © foto di Simone Ferraro

Un oro arriva dal judo. A conquistarlo è stata Veronica Toniolo, l’atleta più giovane della delegazione azzurra in Argentina, con la squadra denominata Beijing e composta da Artsiom, bielorusso, Liu Li Ling di Taipei, Jaykhunbek Nazarov, uzbeco, Carlos Paez, venezuelano, Itzel Pecha, messicana, Ana Viktorija Puljiz, croata e, naturalmente, Veronica Toniolo, italiana. Tre maschi, quattro femmine e quindi con un atleta in meno, la formazione composta da tre atleti europei, due asiatici e due sudamericani ha avuto la meglio sulla concorrenza con le vittorie su Montreal (5-2), Nanjing (4-3), London (7-0) ed in finale su Atene (4-3). Brillante il percorso personale della triestina che ha vinto con la panamense Nemesis Candelo (Montreal), ippon, perso con l’uzbeca Nilufar Ermaganbetova (Nanjing), waza ari, vinto con la peruviana Noemi Huayhuameza Ornata (Londra), ippon e vinto ancora per ippon in finale con Atene, superando Mireille Adriamifehy del Madagascar.

Non è stato facile riprendermi dalla delusione della prima giornata di gara – ha detto Veronica Toniolo – ci credevo, sapevo di valere una medaglia….sembrerò presuntuosa ma non nego che il mio obiettivo era la medaglia d’oro. Oggi quella medaglia è arrivata grazie ad un team in cui mi sono trovata davvero a mio agio: tra noi s’è creata un’intesa perfetta nonostante fino a ieri fossimo quasi dei perfetti sconosciuti: oggi ci siamo sostenuti a vicenda e abbiamo combattuto davvero per lo stesso obiettivo, superando insieme anche i momenti più critici che non sono mancati neanche per me…tutto però è andato per il meglio. E’ mancata la medaglia individuale ma questo oro almeno in parte la compensa e posso essere contenta di questa esperienza. Questa medaglia la dedico a tutti quelli che da sempre mi supportano e in particolare la dedico ai miei fantastici genitori e a mia sorella, a mio Zio Piero e il maestro Comi che mi sostengono anche nei momenti no, anche dall’altra parte del mondo, ai maestri Sandro, Vito e Corrado e a tutti i miei compagni della nazionale che oggi ho portato con me sul podio perché è anche grazie a loro e a quello che abbiamo condiviso quest’anno se oggi è arrivata questa medaglia”.

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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