Pallanuoto

Pallanuoto femminile / Europa Cup: prima sconfitta per l’Italia che comunque accede ai quarti. Il calendario

foto deepbluemedia.eu

Europa Cup. L’Italia subisce la prima sconfitta del girone ma chiude comunque al primo posto e accede ai quarti di finale. Azzurre che sprecano troppo in superiorità numeriche solo 5 reti su 19 tentativi e sono in partita solo nel primo tempo chiuso sul 3-3. Poi due break di 3-0 alimentati dall’ex catanese Keszthelyi che fa cinquina e regala all’Ungheria il secondo posto nel girone e il piu “comodo” quarto di finale con la Grecia, terza dell’altro girone, alle finali di Europa Cup che si svolgeranno a Torino (29-31 marzo).
Le ungheresi l’hanno messa sul piano fisico – spiega il ct Conti – Abbiamo perso concentrazione e lucidità. Certo 19 superiorità a favore sono tante ma molte sono state fischiate in momenti dove i giochi erano decisi. E’ stata una partita intensa e per le ragazze allenante per le pressioni che si erano create. Tanti errori nei tiri macchiano comunque una buona prestazione per le occasioni avute. Le nuove regole serviranno per cambiare certamente in meglio gli arbitraggi e la fluidità del gioco. Ora dobbiamo esser bravi ad adattarci al meglio e mettere in luce le nostre qualità“.
Per il Setterosa la vincente tra Olanda e Spagna.  Se poi passeranno le magiare tutte le semifinaliste saranno alle finali di World League in programma proprio a Budapest dal 4 al 7 giugno (Ungheria qualificata prorpio come paese ospitante). La vincitrice della World League staccherà il primo pass per Tokio 2020.

Ungheria-Italia 12-8
Ungheria: Gangl, Farago, Parkes 2, Gurisatti 1, Szucs, Horvath, Illes 1, Keszthelyi 5 (2 rig.), Valyi, Gyongyossy 2, Toth-csabai 1, Rybanska, Magyari. Coach. Biro
Italia: Gorlero, Tabani 1, Garibotti 1, Avegno 2, Queirolo, Aiello 1, Picozzi, Bianconi 1, Emmolo 2, Palmieri, Gragnolati, Viacava, Lavi. Coach. Conti
Arbitri: Dreval (Rus), Gomez (Spa)
Note: parziali 3-3, 3-1, 3-2, 3-2 Spettatori 900 circa. Superiorità numeriche: Ungheria 3/10 + 2 rigori, Italia 5/19. Uscite per limite di falli Toth-Csabai nel secondo tempo e Rybanska nel quarto tempo.

LE AZZURRE IN UNGHERIA
Elisa Queirolo (Plebiscito Padova), Rosaria Aiello, Arianna Garibotti e Roberta Bianconi (Fiamme Oro Roma/L’Ekipe Orizzonte), Valeria Palmieri e Giulia Gorlero (L’Ekipe Orizzonte), Giulia Enrica Emmolo, Federica Lavi, Giulia Viacava, Silvia Avegno (Rapallo PN), Chiara Tabani, Domitilla Picozzi (SIS Roma), Arianna Gragnolati (Kally Milano). Nello staff, con il commissario tecnico Fabio Conti, l’assistente Giacomo Grassi, la team manager Barbara Bufardeci, il preparatore atletico Simone Cotini, la psicologa Flavia Sferragatta, la fisioterapista Simona Tozzetti, il tecnico videonalisi Gianni Fedele e il medico Gianluca Camillieri.

REGOLAMENTO.
Nove squadre in due gironi da quattro squadre con le prime tre avanti alla Final six (29-31 marzo a Torino), la prima direttamente in semifinale e le seconde e terze ai quarti di finale. Le prime tre di Europa Cup andranno alle finali di World League (Budapest 4-7 giugno) che darà il primo pass olimpico per Tokio 2020.
I GIRONI
Girone A: Russia 17, Spagna 10, Grecia 6, Israele 0
Girone B: Italia 15, Ungheria 11, Olanda 10, Francia 0

Informazioni sull'autore

Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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