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Pallanuoto /L’Ekipe Orizzonte sul tetto d’Europa! Che fantastico triplete!

La pallanuoto italiana esulta. L’Ekipe Orizzonte sale sul tetto d’Europa e conquista la seconda Supercoppa Europea della sua storia. Le catanesi hanno battuto in Spagna il Sabadell, detentore della Coppa Campioni, sul campo delle spagnole.
Le rossazzurre di Martina Miceli coronano così un tris di vittorie stagionali, una sorta di Triplete, iniziato sette mesi fa in Russia con la Coppa Len e seguito dallo Scudetto della seconda stella, conquistato a maggio proprio a Catania.
Complimenti alla società catanese, da sempre fucina di campionesse azzurre e giovani promesse, che rappresenta l’eccellenza dei club italiani” è il commento del presidente della Federazione Italiana Nuoto, Paolo Barelli.
L’Ekipe Orizzonte vanta nel suo palmares 8 coppe campioni, 20 scudetti, 3 coppe Italia e una Coppa Len.
È bellissimo vincere qui questa Supercoppa – dice raggiante il coach Martina Miceli – perché proprio a Sabadell ricordo bene di aver perso una Coppa Campioni da atleta che mi era rimasta dentro e tra l’altro coincide con la prima del grande ciclo del Sabadell. Noi da lì in poi abbiamo iniziato a vivere qualche problema ed oggi, grazie ad un ricordo apparso sul mio profilo Facebook, mi sono resa conto che sono passati appena quattro anni da quando tutti ci avevano dato per morti. Invece oggi siamo qui sul tetto d’Europa,  meritatamente. Una partita vinta due volte, contro tutto e tutti, ma è più bello così. Mi sono arrabbiata tantissimo, a tratti è stato un match assurdo ma le ragazze sono state bravissime e per due tempi abbiamo fatto la partita perfetta. Poi il Sabadell ha cambiato modo di giocare, gliel’hanno permesso, ma le ragazze sono state eccezionali a non demordere e a portare a casa la vittoria. Sono davvero orgogliosa di questo gruppo, dalle straniere, alle nuove arrivate, fino alle giocatrici che ho voluto che restassero. È una squadra che mi piace tantissimo e che sento veramente mia ed è un piacere lavorare con loro. Sembrava che tutto dovesse andarci storto, perché prima di questa partita abbiamo vissuto tantissime peripezie, compreso lo sciopero dei voli, che ci ha costrette a partire prima. Ci siamo dette però che avremmo dovuto pensare solo a fare bene in campo e nella partita di oggi, così è stato. Le ragazze sono state brave a mettere in pratica ciò che avevamo preparato e ad aggiungere anche qualcosa di personale, quindi mi sono divertita veramente moltissimo. Come sempre, in questi momenti mi piace ricordare da dove siamo partite e cosa c’è stato in mezzo, ben sapendo di essere state capaci di cadere e di rialzarci, avendo rischiato di cadere di nuovo. In soli quattro anni siamo tornate tra le squadre più luminose d’Europa e del mondo e per tutto questo dobbiamo sempre ringraziare i nostri angeli custodi”.
Così Valeria Palmieri:“Siamo contentissime di portare a Catania questo trofeo così prestigioso. Sono onorata di far parte di questo gruppo, perché una squadra così non si trova da nessun’altra parte”.
Giulia Emmolo: “Non aspettare l’occasione giusta, creala… e così oggi abbiamo fatto. Era la partita che aspettavamo, per la quale lavoravamo. Per giocare una finale come questa, devi aver vinto una coppa europea l’anno prima… e non è scontato! Quindi, dal momento che ci sei, giocatela e dai tutto!!! Ringrazio il mio club, le ragazze, Martina, Tania, tutti… anche chi da casa ci ha seguito e sostenuto con il cuore. Sono felice ed onorata di far parte di questa squadra”.

TABELLINO

Sabadell- Ekipe Orizzonte 11-13 (1-3, 1-6, 6-2, 3-2)
Cn Sabadell: Ramos, Ortiz 1, Sohi 1, Arino 1, Morell, Perez, Cordobes 1, Garcia 2, Foca 2, Eggens 3, Tankeeva, Barzon, Farre. All. David Palma.
Ekipe Orizzonte: Gorlero, Ioannou, Garibotti 5, Viacava 1, Aiello 1, Bekhazi, Palmieri 2, Marletta 2, Emmolo 1, McKelvey 1, Riccioli, Santapaola, Condorelli. All. Martina Miceli.
Arbitri: Dutilh-Dumas (Ned) e Varkonyi (Hun).
Note: 500 Spettatori. Sup. num: Orizzonte 3/6 + 1 rigore, Sabadell 4/13.

Informazioni sull'autore

Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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