Pallavolo

Pallavolo femminile/Europei: peccato Italia! In finale va la Serbia

L’Italia si arrende alla Serbia nella semifinale degli Europei di pallavolo femminile: 3-1 (25-22, 24-21, 21-25, 25-21) Finisce tra i rimpianti questa partita che le azzurre non hanno giocato sempre bene, e quindi c’è un po’ di rammarico per quello che le nostre giocatrici non sono riuscite a fare, troppi gli errori in tutte le zone del campo.
Contro un’avversaria tra le più forti al mondo, l’Italia non è riuscita mai a prendere in mano il pallino, neppure nell’unico set vinto. Insomma la Serbia è stata più continua meritando alla fine di vincere la partita. Male Paola Egonu, incappottata in una giornata storta.
Loro sono state brave, ma la partita l’abbiamo persa noi – le parole a caldo del capitano Chirichella – questa sconfitta. Ci servirà da lezione, siamo giovani e con voglia di crescere ancora tanto“.
Domani l’Italia di pallavolo femminile si giocherà la finale per il terzo posto con la Polonia. Si svolgerà all’Ankara Sports. Sarà invece Turchia-Serbia la finale degli Europei di pallavolo femminili. La Nazionale turca ha infatti battuto 3-1 (25-17, 25-16, 14-25, 25-18) la Polonia.

Tabellino
ITALIA – SERBIA 1-3 (22-25, 21-25, 25-21, 20-25)
ITALIA: Sorokaite 9, Folie 5, Egonu 26, Sylla 7, Chirichella 10, Malinov; De Gennaro (L). Parrocchiale, Orro. Fahr 4, Nwakalor 1. N.e: Danesi, Bosetti, Enweonwu (L). All. Mazzanti
SERBIA: Ognjenovic 1, Mihajlovic 13, Popovic M. 12, Boskovic 22, Busa 3, Veljkovic 10; Popovic S. (L). Milenkovic. N.e: Lazovic, Mirkovic, Pusic (L), Bjelica, Aleksic, Blagojevic. All. Terzic
ARBITRI: Ivanov (Bul) e Michlic (Pol).
SPETTATORI: 4285. Durata set: 24’, 25’, 25’, 28’
Italia: 7 a, 10 bs, 12 m, 35 et.
Serbia: 5 a, 11 bs, 7 m, 26 et.

Informazioni sull'autore

Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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