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Pallavolo / Giulia Pisani: “In A1 con la leggerezza di una bimba. Ho paura del buio, sogno di diventare mamma”

Forte, determinata e sempre positiva. Giulia Pisani, pallavolista della Lardini Filottrano, affronta ogni gara di campionato con la stessa spensieratezza di quando era bambina. La sua forza sta proprio nella capacità di volersi migliorare sempre ma allo stesso tempo di vivere la sua attività con un po’ di leggerezza.
Giulia ha legato il suo nome a quello di Busto Arsizio, con cui ha militato in A1 per cinque stagioni, dal 2011 al 2017, con la parentesi all’Ornavasso di coach Bellano nel 2013/2014. Con la formazione bustocca, di cui è stata capitana, ha firmato da protagonista il triplete (scudetto, coppa Italia e Cev) del 2011/2012 e la Supercoppa Italiana della stagione successiva
Giulia perché hai scelto la pallavolo?
Da bambina ho iniziato a fare piscina e ginnastica artistica. La maestra mi faceva sempre piangere e così ho lasciato. Grazie a mio nonno ho provato a fare pallavolo, mi è piaciuta sin dall’inizio.
E poi?
Io sono di San Giuliano Terme, un paesino vicino a Pontasserchio in provincia di Pisa. Ho iniziato  a giocare nella squadra del paese pensando soprattutto a divertirmi. Ho capito che che poteva diventare qualcosa di più quando sono arrivate le convocazioni al “Trofeo della regioni”, e poi in nazionale pre Juniores e Juniores. Piu le partite diventavano importanti più il divertimento scemava”.
E sei andata in crisi?
“Un pochino. In serie A a 19 anni, mi ricordo c’è stato un momento che mi sono chiesta se mi divertivo ancora. Avevo un po’ perso la spensieratezza. La posta in gioco era più alta, dovevo fare sempre meglio, mi veniva chiesto di essere sempre al massimo. Mi sono fermata a riflettere e sono ripartita con il sorriso, da li in poi ho sempre cercato di divertirmi come una volta. Un po’ di leggerezza ci vuole”.

In tv c’è uno sport che ti strega?
Dalla scorsa estate ho iniziato beach volley. A fine stagione andrò a Roma per giocare nel Rbt Sporting Club Le Palme. Ci allenerà Michele Mastroianni, e farò coppia con Michela Culiani anche lei pallavolista“.

Tre aggettivi per descriverti?
“Determinata, buona e positiva”.
Un difetto?
“Autocritica”
Un pregio?
“La costanza”.
La prima cosa che fai al mattino?
“Guardo il telefono”.
L’ultima prima di andare a dormire?
“Guardo Real Time in tv”.
Un sogno ricorrente?
“Le Olimpiadi”
Tre cose che guardi in uomo?
“Viso, fisico e carattere. Mi piacciono gli uomini capaci di farmi ridere”.
Hai dei tatuaggi?
“Tre. Uno sull’indice di una mano dove c’è scritto il soprannome di mio padre Ninno. Il secondo “Dream” dietro l’orecchio perché voglio che ci siano sempre sogni nella mia vita e il terzo sull’avambraccio “resilienza” perché ci sono state delle difficoltà che ho sempre combattuto con la determinazione e la capacità di non mollare mai”
Hai piercing?
“L’avevo, l’ho tolto qualche tempo fa”
Che animale vorresti essere?
“Un leopardo”.

Piatto preferito?
“Riso al nero di seppia”.
Sei capace a cucinare?
“No”.
Bevanda preferita?
“The”.
Hai mai invidiato qualcuno?
“Nessuno, magari negli anni ho apprezzato delle persone. Da bambina ad esempio i miei modelli erano Arrighetti e Gioli”.
Poseresti nuda?
“No”

Giulia PisaniCredi nella parità dei sessi?
“Sì”
Da 0 a 10 quanto contano i soldi?
“7”
Gli amici?
“8”
Il sesso?
“6”
Come ti immagini tra vent’anni?
Vorrei essere mamma magari di due bimbi. Mi piacerebbe lavorare con i social media e rimanere nell’ambiente come team manager magari”.
La parte di te che ti piace meno?
“Il seno”
E quella che ti piace di più?
“Le gambe”.

Hai mai ricevuto proposte indecenti?
“Direi di no. Ora sui social magari capita che ci sia qualcuno che mi scriva delle cose un po’ strane, quello sì”.
Di cosa hai paura?
“Di non riuscire a costruire una famiglia. E poi ho paura del buio anche in casa, come i bambini”.
Da bambina Barbie o Cicciobello?
“Tutte e due, forse più Barbie”.
Dicono che tu piaccia parecchio agli uomini. Secondo te perché?
“Forse per l’aspetto fisico anche se fino alla superiore non volevo fare foto perché non mi piacevo per niente, poi dalla quinta superare ho iniziato ad accettarmi”
Credi negli Ufo?
“No”.

Informazioni sull'autore

Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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