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Pallavolo / Noemi Signorile: “Vinco ancora in Francia e poi torno. Mi mancano la pizza e la Nazionale”

Noemi Signorile è andata in Romania e ha dominato la stagione vincendo campionato e coppa Nazionale. Lo scorso anno si è trasferita in Francia e ha vinto lo scudetto con il Racing Club de Cannes. Qualcuno la vorrebbe riportare in Italia ma lei vuole restare ancora nel suo club per vincere ancora. Ma il suo ritorno a casa molto probabilmente è solo questione di tempo. Noemi, torinese, classe 1990, è pronta per una nuova anno da protagonista.
Come è andata la prima stagione in Francia?
Direi bene, lo scudetto mancava da qualche anno a Cannes ed è il primo con il nuovo presidente, il secondo consecutivo per me all’estero. Non potevo chiedere di più

Prima Bucarest poi Cannes, perché hai scelto di fare esperienze all’estero?
Avevo bisogno di confrontarmi con realtà diverse da quella italiana, mettermi in gioco su altri scenari. Sono sempre più convinta della scelta che ho fatto“.
Che differenze ci so tra il campionato italiano e quello francese?
Il campionato italiano è sicuramente il più competitivo, fra i più belli al mondo, ma a anche in Francia la pallavolo è molto seguita e a Cannes c’è molto calore

L’Italia ha dominato in Europa nell’ultima stagione, non avresti voglia di tornare?
Certo sicuramente tornerò in Italia, ma non adesso. Ho degli obiettivi da raggiungere con RC CANNES e mi piacerebbe molto conquistarli“.
La Nazionale è un obiettivo?
Certamente. Ho già indossata quella maglia, e sono state emozioni uniche. Farò di tutto per conquistarla di nuovo
Riavvolgiamo il nastro. Andiamo indietro nel tempo: come era Noemi da bambina?
Da bambina ero molto vivace, ho sempre praticato sport fin da piccolissima, nuoto, hit-ball, tiro con l’arco e per ultima la pallavolo della quale mi sono innamorata


Il primo sport che hai praticato?
Il nuoto
Perché hai scelto la pallavolo?
A 13 anni, l’insegnante di educazione fisica mi ha fatto capire che ero portataOggi fa parte della mia vita è non potrei farne a meno”
Quanto contano i valori nella tua vita da 0 a 10?
“11”
L’amicizia?
L’amicizia è importante anche se i veri amici sono sempre pochi
Tre aggettivi per descriverti?
Leale, gentile, tenace“.
Il tuo punto debole?
L’essere educata, se può definirsi punto debole, le persone a volte scambiano l’educazione e la gentilezza come debolezza o insicurezza pensando che solo i prepotenti siano mentalmente forti”
La parolaccia che usi più spesso?
Non ne dico praticamente mai
Hai un sogno ricorrente?
Mmmm… no
Hai tatuaggi?
No

 

La prima cosa che fai al mattino?
Do il buongiorno alla mia famiglia…marito cane e gatto
E l’ultima prima di andare a dormire?
Do la buonanotte a mio marito, il mio cane e al mio gatto

Noemi con Macchia

Se potessi trasformarti in un animale cosa vorresti diventare?
Un gatto, perché riuscirebbe a sopravvivere in qualsiasi circostanza ed ha la capacità di adattarsi alle situazioni più difficili
Piatto preferito?
La pizza
Bevanda?
Coca Cola
Sei invidiosa?
Non è un sentimento che mi appartiene, non lo sono mai stata
Hai mai odiato qualcuno?
Odiare mai,  ma evito le persone non gradite
Sei gelosa?
Solo delle  mie cose
Fedele?
Certo
Hai mai avuto proposte indecenti?
Su Instagram mi capita
Credi nella parità dei sessi?
Io ci credo, ma la società in cui viviamo ci crede meno
Si può essere femminili in campo?
Sicuramente, perché no.
Hai qualche portafortuna?
Si dei braccialettini che uso sempre
Quale è la parte del tuo corpo che ti piace di più?
Gli occhi
E quella che ti piace meno?
Il sedere…ahahaha


Poseresti nuda?
Non so, forse…
Come ti immagini tra vent’anni?
Frequento l’ultimo anno di scienze della comunicazione e fra vent’anni mi vedo con una famiglia a scrivere e commentare di sport

Che rapporto hai con i social?
Mi piacciono, ho un bel rapporto e infatti li uso spesso
Credi negli Ufo?
Penso che il nostro sistema solare non sia l’unico esistente e di conseguenza credo possano esserci altri mondi abitati

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Informazioni sull'autore

Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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