Valeria Caracuta nasce a San Pietro Vernotico, nel leccese, nel dicembre del 1987. Destinata a diventare una stella della pallavolo femminile, muove i suoi primi passi nel Pallavolo Ugento. Oggi, dopo aver vinto due scudetti ed aver indossato la maglia della nazionale italiana di pallavolo femminile, fa le fortune, come palleggiatrice, della Scandicci Savino Del Bene.

Valeria, come nasce la passione per la pallavolo?
In maniera molto semplice e spontanea, quasi un’eredità, infatti mia mamma era una giocatrice e mio papà allenava, quindi fin dai primi anni di vita ho preso confidenza con la palla. Avevo cinque anni, quando ho iniziato in una piccola società proprio con la mamma presidente e papà mio allenatore”.
Anche tua sorella ha ereditato questa passione ma solo tu hai intrapreso questa strada…
Sì, mia sorella ha scelto lo studio anche se penso che avrebbe avuto la possibilità di fare una bella carriera ma non aveva il carattere per fare questa vita ed era molto portata per lo studio. Io invece sin da bambina, dal primo momento avevo degli obiettivi ben chiari e volevo arrivare in alto, per cui le mie motivazioni erano talmente forti da convincere anche i miei genitori ad appoggiarmi nella mia scelta”.
Ora sei una bravissima palleggiatrice ma prima giocavi in un altro ruolo,  come mai questo cambiamento?
Il cambio ruolo è avvenuto durante un allenamento in collegiale con la selezione regionale. La palleggiatrice titolare si è rotta il dito, su una mia battuta tra l’altro, e l’allenatore ha deciso di farmi provare a fare due palleggi e da lì non mi ha tolta più dal campo dicendomi di continuare in questo ruolo perché avrei fatto strada. Ovviamente da parte mia, subito, c’è stato un pò di sconforto perché attaccare mi piaceva ma poi ho seguito il suo consiglio ed è andata bene”.
Quale è stato fino ad oggi il momento più emozionante della tua carriera?
“Sicuramente la prima convocazione in nazionale… il mio sogno da sempre”.
E il più difficile?
“Fortunatamente ancora non c’è stato e mi auguro che possa non esserci mai”.
Hai una cabala o un portafortuna?
“Più che una cabala ho dei portafortuna che sono sempre con me durante le partite. Non voglio dire cosa per scaramanzia ma ho dei piccoli portafortuna che non mi lasciano mai”.
Il tuo colore preferito?
“Il rosso”.
Un capo di abbigliamento al quale non puoi rinunciare?
“I leggins… adoro indossarli per comodità, sia i modelli più sportivi che quelli più eleganti”.

Sulla tua tavola non può mai mancare…
“I formaggi, di tutti i tipi… non riesco a farne a meno”.
Il tuo più grande difetto?
“La troppa disponibilità, so che potrebbe essere visto come un pregio ma purtroppo, nella maggior parte dei casi, non lo è perché la gente poi finisce sempre per approfittarsene”.
La tua paura più grande?
“Non ho una paura in particolare ma ho un pensiero che è quello che la mia famiglia, e le persone a me care, stiano sempre bene”.
La cosa che più ti emoziona?
“Sono una persona molto sensibile che si emoziona veramente con poco. Sono un’inguaribile romantica quindi mi emoziono per qualsiasi cosa che riguardi l’amore… un’amante dell’amore in tutte le sue forme”.
Se avessi la bacchetta magica cosa faresti?
“La cosa che mi piacerebbe fare è cancellare eventuali  momenti difficili che mi si possono presentare”.
Tre cose che guardi in un uomo?
“Di un uomo mi colpiscono subito il sorriso e lo sguardo… poi ovviamente deve farmi ridere”.
Favorevole o contraria alla chirurgia estetica?
“Non sono un’amante della chirurgia estetica, nel senso che io non ne farei uso… ma non giudico chi decide di utilizzarla per cambiare qualcosa, senza esagerare”.
Se non avessi iniziato a giocare a pallavolo cosa avresti fatto?
“Penso che sarei una viaggiatrice… amo viaggiare e avrei sicuramente trovato un lavoro che mi avrebbe permesso di girare il mondo”.

L’ultima cosa che fai prima di addormentarti?
“Il segno della croce”.
Cosa fai per rilassarti?
“Dopo una gara prendo una tisana e attacco un bel film oppure leggo un libro. Ho bisogno di stare tranquilla dopo le partite”.
Pizza o sushi?
“Sono amante della pizza, ma ammetto che anche a un buon sushi non rinuncio”.
Tacco o scarpa da ginnastica?
“Assolutamente scarpa da ginnastica… mi piace vestire bene appena posso ma mi sento più a mio agio con le scarpe da ginnastica e poi credo che una donna sia bella nella sua semplicità anche con una tuta”.
Per una vacanza scegli il mare o la tranquillità della montagna?
“Tutta la vita mare… non perché non ami la montagna ma sono cresciuta al mare ed è lì che vorrei vivere e dove mi piace stare”.

 

 

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