“E’ strano stare dall’altra parte” parla così Patrizia Panico, ex attaccante della Nazionale italiana femminile, ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. “Io ho 41 anni, loro 16. E per me questa differenza d’età è una grande fortuna perché, quando il passaggio dal campo alla panchina è così ravvicinato, c’è il rischio che i ruoli non siano ben definiti” ha spiegato.

“Il giusto connubio uomo-donna dà più ampiezza alla costruzione della squadra. Una guida solo maschile toglie completezza. Le donne sono un valore aggiunto”. Un valore aggiunto che l’Under 16 maschile di mister Zoratto ha scelto di avere, chiamando proprio Panico come collaboratrice.

Sul clima dello spogliatoio azzurro: “Con i ragazzi ho un bel rapporto. C’è un bel clima negli spogliatoi. Hanno energia e tanta voglia di imparare. Tra noi c’è complicità e supporto reciproco. Sono felice, e di questo ringrazio il presidente Tavecchio e il direttore generale Michele Uva per l’occasione che mi hanno dato. Sarebbe bello se il mondo del calcio desse spazio anche ad altre ex calciatrici. A 30 o 35 anni smettono di giocare dopo aver dato tanto alla Nazionale, ma poi vengono dimenticate”.

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