Chiama le sue protesi con nomi buffi, per sdrammatizzare e renderle più umane: con Berta cammina e va a ballare con le amiche, con Cheeta corre e va più veloce del vento. E caspita se va. Martina Caironi da qualche anno si è messa a correre ma soprattutto a vincere conquistando una serie incredibile di medaglie. Da quando quel maledetto giorno di novembre del 2007 è rimasta coinvolta in un incidente stradale, Martina non si è mai persa d’animo buttandosi anima e corpo nello sport.

Nel giro di poco tempo diventa una promessa dell’Atletica Leggera Paralimpic, conquistando prima il titolo italiano nel 2010, poi quello mondiale nel 2011 sui 100 metri piani ed infine quello europeo nel 2012 conquistando agli Europei di Stadskanaal, nei Paesi Bassi, una medaglia d’oro nei 10202 mt e un bronzo nel Salto in Lungo.

Nel 2012 partecipa alla sua prima Paralimpiade, quella di Londra, portando a casa la medaglia d’oro nei 100 mt, scendendo per la prima volta sotto il muro dei 16 secondi.

Dal 2012 partecipa i Mondiali di Lione 2013 con la maglia delle Fiamme Gialle, conquistando il primo gradino del podio sia nella sua specialità, i 100 mt, sia nel salto in lungo. L’anno successivo è il momento degli Europei di Swansea 2014: medaglia di bronzo nel Salto in Lungo e oro nei 100 mt.

Poi arriva il 2015: l’anno dei record: al Meeting Nembro (BG) conquista l’oro e il Record del Mondo nei 100 mt con 15.05; vince l’IPC Athletics Grand Prix di Grosseto, battendo il Record del Mondo nei 200mt con un tempo di 32.29 (peraltro suo primato) e siglando anche il Record Mondiale nel Salto in Lungo con 4,60 mt.

Se l’atletica leggera italiana sta vivendo un periodo di grande disagio confermato dai deludenti campionati Europei di Berlino, tutta un’altra musica invece nel settore paraolimpico grazie soprattutto alla ragazza bergamasca capace di salire due volte sul podio più alto dopo le gare di salto in lungo e 100 metri.

“Giornate piena di emozioni! Io ci ho messo del mio, ma ringrazio tutti quelli che son stati con me durante la preparazione, sotto neve, sole o pioggia! In particolare un ringraziamento al mio coach Davide Gamberini anche per avermi seguita fin qui! Sono davvero felice”.

Pin It on Pinterest

Condividi

Condividi questo articolo dove vuoi!