Lizzie Deignan è la prima donna a scrivere il proprio nome nell’albo d’oro della Roubaix. Per la prima volta la classicissima del nord è stata aperta anche alle donne che sono partite dalla cittadina francese di Denain e hanno affrontato i 116,4 chilometri che portavano al velodromo di Roubaix.

Fino a pochi anni fa la federazione rifiutava perfino di considerare l’inserimento nel calendario internazionale: troppo dura, faticosa, massacrante per le donne, dicevano i federales. Quando Lizzie (32 anni, ex campionessa del mondo) ha alzato le braccia al cielo non si potevano non guardare le sue mani, coloro rosso fuoco come le unghie. Per avere più sensibilità lungo i 17 tratti in pavè, fangosi e bagnatissimi, l’atleta della Trek-Segafredo ha corso senza guanti e si è riempita di piaghe.

La gara

In 132 hanno accettato la sfida, solo una ha vinto: la britannica Elizabeth ‘Lizzie’ Deignan, 32 anni, protagonista di una fuga senza soluzione di continuità, che ha spaccato in due la corsa, rendendola più infernale di quanto non lo fosse già. La sua cavalcata trionfale si è conclusa sulla pista del velodromo di Roubaix, dopo che le atlete erano partite dalla cittadina francese di Denain, per affrontare 116,4 chilometri, tra fango, sassi e un’interminabile sequela di imprevisti, cadute comprese come quella della neocampionessa del mondo, Elisa Balsamo. A nulla è valso l’inseguimento dell’olandese Marianne Vos, forse partita in ritardo e alla fine seconda sul traguardo.
Terza l’italiana Elisa Longo Borghini, compagna di squadra della vincitrice, quinta Marta Bastianelli. A terra anche Vittoria Guazzini.

Vittoria Guazzini subito dopo la rovinosa caduta