Sport rotellistici

Pattinaggio / Giorgia Valanzano si racconta: “Sogno il Mondiale”

Alle Olimpiadi Giovanili di Buenos Aires 2018 Giorgia Valanzano, spezzina ma tesserata per il Gruppo Pattinatori Savonesi, è stata tra le grandi protagoniste portando a casa una medaglia di bronzo

Qual è stato il momento più bello? 
“È difficile scegliere il momento più bello, perché ce ne sono stati molti. Ma penso che quello più emozionante sia stato salire sul podio di fronte a tutta quella gente”.

Prima di partire per Buenos Aires, ti aspettavi una medaglia?
“Sicuramente la sognavo tanto. Vincere è stato ancora più bello, perché inaspettato”.

Dopo la prima giornata, in cui eri quarta in classifica parziale, quali erano le sensazioni?
“Sapevo che non era una posizione molto favorevole perché avevo superato la metà delle gare e mi rimaneva soltanto una chance per il giorno successivo. Ho cercato di rimanere comunque concentrata sulla gara seguente perché credo che tutto possa succedere e bisogna crederci fino in fondo”.

Valanzano

Come nasce la passione per i pattini?
” Dodici anni fa per caso. Da piccola ero molto agitata e non stavo mai ferma, così ho iniziato a pattinare intorno a casa insieme a mia cugina, per poi iscrivermi a una società locale. Mi è piaciuto da subito e ho deciso di continuare”.

La prima vittoria?
“Risale al 2009 quando ho vinto i campionati regionali, categoria giovanissima. Ma per me è più significativa, nel 2012, la vittoria del Trofeo Nazionale Bruno Tiezzi”.

In una corretta crescita, sport e studio sono imprescindibili. Nel tuo caso, come riesci a conciliare i pattini con la scuola?
“Per me è molto difficile perché vivo a La Spezia, dove frequento il Liceo Scientifico Sportivo, e mi alleno a Savona. Durante la settimana, frequento le lezioni a casa e mi alleno da sola, per poi trasferirmi nel weekend a Savona, dove posso allenarmi con la squadra. E’ molto dura conciliare tutto, soprattutto perché gli spostamenti richiedono molto tempo. Ma riesco a ottenere buoni risultati in entrambi gli ambiti: quindi va bene così!”.

Come vedi il tuo domani sportivo e professionale?
“Il mio sogno rimane quello di vincere un mondiale. Professionalmente vorrei, invece, diplomarmi e continuare gli studi all’università”.

Cosa ha significato per te l’Olimpiade?
“È sicuramente un sogno che si realizza! Ed è un po’ quello di tutti i pattinatori. Mi sono sentita davvero orgogliosa e fortunata a poter vivere questa esperienza. È un’occasione che capita poche volte nella vita: tutti sognano questo momento, pochi hanno la possibilità di viverlo. Mi auguro che, un giorno, tutti possano avere la possibilità di partecipare a un’Olimpiade perché è davvero bellissimo.  Tutto è andato oltre le mie aspettative”.

A Buenos Aires eravate soli: tu e Vincenzo. Di solito come vivi la presenza delle compagne? E’ più la rivalità o l’amicizia?
“Negli anni, ho legato molto con alcune delle mie compagne e, spesso, con loro condivido la stanza perché ci troviamo molto bene insieme. Devo dire che a Buenos Aires mi sono mancate davvero tanto: sapere di averle al mio fianco, durante le gare, mi dà tranquillità. Ormai ci conosciamo bene e ci aiutiamo durante i periodi di difficoltà. Comunque sono riuscite a starmi vicine anche da così lontano: ho davvero sentito il loro affetto! Il rapporto che si è creato è sicuramente d’amicizia. Ne è la dimostrazione il fatto che molte di loro sono venute ad aiutarmi durante gli allenamenti in preparazione per le Olimpiadi e sono molto grata per questo”.

Ti senti più forte nelle gare sprint o in quelle endurance?
“Sinceramente non lo so ancora perché mi piacciono entrambe le distanze, anche se preferisco sempre le gare di mezzo fondo. Una via di mezzo, insomma: né troppo lunghe, né troppo corte”.

Sappiamo delle tue passioni. A quale non rinunceresti per niente al mondo tra lo shopping con le amiche, un film, la musica o un piatto di pasta alla carbonara?
“Penso che sceglierei sempre le amiche: ho poco tempo a disposizione ma, alla fine, riesco a non perdermi nulla. Penso che sia importante avere un equilibrio e cercare di sfruttare al meglio il tempo libero”.

E per concludere: una o più dediche!
“Per prima, dedico questa medaglia alla mia famiglia che mi ha sempre sostenuta e messo nelle condizioni migliori per diventare la persona che sono oggi; alla mia squadra, il Gruppo Pattinatori Savonesi; ai miei allenatori, che hanno fatto in modo che tutto questo diventasse possibile; ai miei compagni, che sono stati sempre disponibili ad aiutarmi; e alle persone che mi hanno sostenuto durante questa stagione, con il migliore materiale tecnico. Infine, al mio CT Massimiliano Presti, che ha creduto in me fin dal primo momento e mi ha accompagnato fino a questo risultato, alla Federazione Italiana e alla Nazionale. E, ovviamente, anche a tutte quelle persone che, da casa, mi hanno incitato durante le gare”.