Osservando le persone notiamo che alcune, più delle altre, hanno bisogno di muoversi per stare bene, ed altre che invece faticano ad alzarsi dal divano. 
Per questo viene da domandarsi: la pigrizia è una caratteristica personale o banalmente l’ennesima scusa che ci inventiamo per non durare fatica?

La pigrizia come momento per ricaricare le pile

La nostra società, grazie alle comodità di cui dispone, ci ha spinto sempre di più alla sedentarietà, ma non è sempre stato così.
Per i primi uomini, noma di per antonomasia, muoversi era una questione di sopravvivenza al fine di procacciarsi il cibo. La pigrizia gli consentiva di riposare dopo uno sforzo e di risparmiare le energie, di preservarsi in funzione della prossima fatica, pertanto la pigrizia era un momento per ricaricare le energie.

Con l’arrivo della modernità, muoversi è diventato un optional, ed il pensiero “ma chi me lo fa fare?!” ha imperversato le menti degli esseri umani che ormai sempre più spesso preferiscono una vita sul divano. D’altro canto si fanno lavori più di tipo intellettuale, dove lo sforzo è più mentale che fisico, ma la stanchezza che ne deriva certe volte è ancor più schiacciante. Eppure non siamo nati per questo, anzi è stato da tempo dimostrato che siamo fatti per muoverci e abbiamo conservato nell’evoluzione, l’attitudine a percorrere le lunghe distanze.

Tendiamo ad additarci come pigri e alle scale preferiamo spesso l’ascensore, dicendoci che questa è la nostra natura, allora come stanno realmente le cose? Dobbiamo allenare la nostra forza di volontà per compiere qualche sforzo in più o ci dobbiamo arrendere al fatto che proprio “no, il movimento non fa per noi”?

Spesso, chi da la colpa alla pigrizia, si sente frustrato nel portare a termine un obiettivo a lungo termine, tendendo magari a ricercare una gratificazione immediata, guardando con sfiducia al futuro e assumendo un atteggiamento rinunciatario nei confronti delle imprese che invece richiedono costanza e impegno. Altri hanno paura del confronto con loro stessi, temono il fallimento, oppure il successo, pertanto lo rifuggono trovando nella pigrizia la comoda scusa per evitare questa paura.

Il punto non è mettere al bando la pigrizia, ma essere consapevoli del fatto che si è pigri solo se decidi liberamente di esserlo e ne conosci il motivo: sei stanco e hai bisogno di ricaricare le energie oppure c’è dell’altro? In tal caso potresti essere portato continuamente a rinunciare o a mollare le tue imprese e questo potrebbe avere come conseguenza un senso di frustrazione, disagio, senso di colpa e lamentele. 

Pigrizia: le strategie per vincerla

Se le cose stessero davvero così, allora potresti provare a mettere a punto le seguenti strategie:

  1. Indaga a fondo sui tuoi valori, chiediti cos’è davvero importante per te ed in base ad essi poniti degli obiettivi da raggiungere .
  2. Ridimensiona le tue aspettative e premiati per ogni singolo, minimo, progresso.
  3. Cerca di capire come sta la tua autostima: forse stai sminuendo te stesso? Temi di essere giudicato dagli altri e di fallire?
  4. Prendi nota di emozioni e pensieri negativi, fai caso se interferiscono negativamente nella messa in atto del tuo comportamento. Cerca di starci, con la consapevolezza che, in quanto tali, passeranno.
  5. Allena la tua forza di volontà, prefigurando i benefici che otterrai se da domani inizierai a fare un po’ di movimento nel breve, medio e lungo periodo.

Insomma, muoversi fa bene ed anche se crediamo che essere pigri sia la nostra natura, cambiare si può.

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