Erano circa le tre di notte del 6 luglio 2015, e sarebbe stato troppo semplice incantarsi dinanzi ad un gol da centrocampo, ad un gesto atletico, ad una discesa sulla fascia o ad una luccicante coppa alzata al cielo, io sono rimasta incantata dagli sguardi e dai sorrisi, dalla mani unite, dalle bandiere sventolate con gioia, dalle lacrime e da quella magia, da quell’entusiasmo che mi contagiava nonostante ci fosse un intero oceano a dividermi da quella festa, da quei momenti. Ed in quegli istanti mi resi conto che fino ad allora ero stata solo sfiorata da quel mondo parallelo ma indescrivibilmente affascinante, lì ne sono stata invasa, travolta, quasi annientata. L’incredulità vissuta dinanzi ad uno stadio così pieno per una finale Mondiale di Calcio Femminile, mi ha dato mille sentimenti, ma in primis la speranza. E’ come se d’un tratto si sia acceso un riflettore su una strada che già conoscevo ma che non avevo ancora avuto il coraggio d’intraprendere, nonostante pane e calcio fossero da sempre il mio piatto preferito.

Mi sono guardata attorno alla ricerca di sinergie, di convinzioni, di fiducia e, quasi senza accorgermene, quasi senza accorgercene, è nata una Squadra. Appoggiarci l’un l’altro, dare spazio ad idee nuove, metterci sul piatto prima come persone e poi come fonti di conoscenze e di professionismo, è questo ciò che abbiamo fatto, con semplicità, nulla più, ma ci è bastato per costruire qualcosa di solito e coraggioso, per modellare appunto una redazione che sa esattamente in che direzione andare. La direzione più naturale a tinte rosa, alla scoperta del puro lato sportivo ed umano femminile, partendo dallo sport più amato al mondo e più complicato in questo universo.

La strada sarà lunga, tortuosa, ma siamo pronti a tutto, siamo pronti a sbagliare ancor prima di far giusto: non ci fanno paura gli errori, le incertezze che avremo, le difficoltà che incontreremo, in realtà non ci fa paura nulla, perché la volontà ferrea di consolidare un legame che, probabilmente, non ha mai avuto il risalto che meritava, ci ha dato e ci darà la forza per compiere un cammino nuovo che, concedetecelo con i dovuti accorgimenti, sarà un po’ come sbarcare sulla luna.

Ci siamo presi per mano e stiamo provando a mettere un piede dinanzi all’altro, senza barcollare troppo, e con l’intenzione più dolce e più volenterosa di volerle tendere quelle mani e di andare sempre più avanti, INSIEME.

Da oggi nasce sportdonna.it ma spiegarvi cosa sarà è forse troppo complicato, proveremo a farvelo capire giorno dopo giorno, pezzo dopo pezzo, illuminando ogni campo in cui una donna ha la voglia di dar spazio al suo amore per il calcio. Andremo a scovare tutte le curiosità, gli aneddoti e tutti gli angoli più remoti in cui c’è passione. Ecco cosa faremo: noi ci metteremo cuore e passione, e siamo certi che il resto verrà da sé.

“Lo sport è parte del patrimonio di ogni uomo e di ogni donna, e la sua assenza non potrà mai essere compensata”. Pierre De Coubertain

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