Veloce, velocissima.Nella strada, nella vita. Rachele Barbieri, una delle stelle del nostro ciclismo si racconta a Sportdonna.it durante una diretta Instagram rispondendo alle domande degli spettatori. Una splendida carriera quella di Rachele che può già vantare il titolo mondiale Elite nello scratch, ai mondiali su pista di Hong Kong nel 2017 battendo, in un emozionante sprint, la belga D’Hoore e l’inglese Barker.
Rachele a volte le donne sono un po’ messe da parte nella visibilità degli sport…
“Sono d’accordo,  abbiamo bisogno di essere viste. Stiamo lavorando tanto su questo. Piano piano stiamo cominciando a crescere per la nostra visibilità che è molto importante.”
Il montepremi delle gare di ciclismo tra uomini e donne cambia molto, per esempio, la Liegi-Baston-Liegi…
“Purtroppo è vero quello che diceva Elisa Longo Borghini, c’è molta disparità, soprattutto nel montepremi. So che ci stanno lavorando per l’equità, non sarà semplice, ma ci stiamo avviando. Io faccio pista, oltre alla strada, quasi tutti i montepremi per la pista sono equi. Questo è un grande passo. Anche noi ci meritiamo lo stesso compenso come i ragazzi.”
E’ vicino il professionismo negli sport femminili?
“Noi cicliste non siamo professioniste, anche il nostro contratto è da dilettanti. C’è un nuovo progetto da qualche anno che dovrebbe andare nella direzione giusta, ma in Italia per ora c’è solo una squadra che può permettersi di dare uno stipendio alle atlete. Ad oggi, ci sono troppe ragazze che fanno fatica ad ottenere un giusto compenso. E’ nato questo progetto e speriamo che possa portare risultati nel corso del tempo”
Cosa chiederesti al Governo sulle tutele del futuro?
“Chiederei la maternità e uno stipendio minimo”
Sei di Pavullo nel Frignano come il calciatore Luca Toni…
“Si, in effetti il nostro paese ha due campioni del mondo. Un piccolo record…”
Chi era Rachele da bambina?
“Una bimba molto vivace ed attiva. Ero molto socievole, ho sempre amato lo sport in generale. I miei genitori mi hanno cresciuta con una mentalità sportiva, è da quando ho 5 anni che vado in bici, ma nel corso di questi anni, ho fatto anche altri sport. Non stavo mai ferma.”
Il tuo primo allenatore è stato anche allenatore di Rebecca, tua sorella…
“Mia sorella Rebecca, più grande di 5 anni, correva già da piccola e un giorno il suo allenatore è venuto da noi per portarla ad una gara, ma lei non c’era. Mamma allora gli ha detto che c’ero io in casa e lui ha preso me al posto suo. Mi ha caricata con la squadra di mia sorella sul furgone e mi ha messa in bici”.


La tua prima gara la ricordi?
“Ne ho fatte tantissime, ho avuto sempre la fortuna di avere una squadra con me. La prima gara sono state le gincane che sono percorsi in MTB organizzate durante le sagre dei paesi, chi vinceva riceveva un piccolo premio e partecipavo sempre.”
Che rapporto hai con la velocità?
“Ho imparato a conviverci. Sono sempre a tutta, sempre in movimento. Anche in auto mi piace parecchio andare veloce, bisogna però sempre stare attenti”
L’attimo più bello della tua carriera?
“Il campionato del Mondo è quel qualcosa che sogni e se riesci a raggiungerlo è un’emozione indescrivibile. Quindi ti direi quello.”

C’è stata una delusione?
“Quella più grande  è stata quella di non essere stata convocata al campionato del Mondo, ci tenevo molto. Abbiamo lottato molto per il posto e mi è dispiaciuto tanto non averne fatto parte. Non è semplice fare certe scelte,cercherò di impegnarmi ancora di più”
Che rapporto hai con la tavola?
“Sono di Modena, si sa che la cucina dalle mie parti è molto buona e sono golosa. Ho una nutrizionista, Erica Lombardi, anche se gli sgarri sono tanti”
Durante la quarantena hai imparato a cucinare?
“Sì, essendo a casa con i miei mi sono divertita a un po’ in cucina”
Il piatto che sai fare meglio e quello che ti piace mangiare?
“I dolci non mi vengono bene, sono abbastanza brava a preparare il pollo e le verdure miste. Mi piace sperimentare. Quello che preferisco mangiare è il pesce.”
Tre aggettivi per descriverti?
“Agonista, permalosa, socievole nella vita. In gara, potrei dirti che aiuto molto le mie compagne. Una vittoria di una tua compagna è anche tua.”
Un tuo difetto?
“Nella vita la permalosità. In gara invece le salite. Dovrei migliorare ad affrontarle”
Chi vuoi ringraziare più di tutti?
“Mio papà è stato colui che mi ha sempre accompagnata agli allenamenti ed alle gare. Non è scontato. Grazie alla Polizia di Stato che mi permette di lavorare ed inseguire il mio sogno. Naturalmente, anche ai miei sponsor ed alla mia squadra”
C’è un rimpianto nella tua carriera?
“Alcune tattiche di gara che poi si sono rivelate sbagliate, ma anche questo fa parte del gioco. Sono contenta di quello che ho fatto e quindi vado avanti serena”
La tattica di gara chi la fa?
“Ho avuto l’opportunità di correre per grandi squadre, c’è sempre stato il direttore sportivo, ma insieme al capitano di noi ragazze che affiancava il direttore sportivo in caso di cambiamento della situazione della gara. Devi essere sempre brava a dialogare con le tue compagne”
Come si dialoga in gara?
“Attraverso la radio che è collegata sia tra noi che con il direttore sportivo. Spesso ci sono anche tante interferenze e questo rende tutto più difficile. Quando non abbiamo la radio, cerchiamo di muoverci vicine e parlarci”

Come ti immagini tra vent’anni?
“Realizzata, magari con una famiglia. Di solito, vivo alla giornata, non nego che ammiro Marta Bastianelli che ha una bimba e corre in bici con ottimi risultati, chissà se ci riuscirò anch’io. Finita la carriera sportiva, avrò comunque un impiego grazie alla Polizia di Stato e questo ovviamente mi tranquillizza molto”
C’è uno sport che ti appassiona in tv?
“La pallavolo mi piace molto, soprattutto quella femminile. In generale, di tutti gli sport. L’interesse mediatico per il settore femminile sta crescendo per tutte le diverse discipline sportive, siamo forti e meritiamo la giusta visibilità”
Che rapporto hai con i social?
“In questo periodo ci sto dedicando molto tempo.”
Come ti sei allenata durante la quarantena?
“Ho cercato di trovare il mio equilibrio e non è stato facile. Inizialmente, avevo fatto un po’ di carico, anche sul ciclomulino. Quando ho capito che la situazione si sarebbe dilungata, sono arrivata a fare almeno un’ora di esercizi di palestra e corpo libero e un’ora e mezza in bici. Da un po’ di tempo, hanno inventato una piattaforma virtuale dove si fanno gare in cui si fa una gran fatica”
La cosa che ti è mancata di più?
“Sono legata ai miei amici, la loro presenza. Così come i miei nonni”

Prima uscita dopo la lunga quarantena: un giro di 115 km con una brevissima sosta sul cancello di casa dei nonni

Pin It on Pinterest

Condividi

Condividi questo articolo dove vuoi!