“Sono cresciuta con la correttezza di Baresi, uno che in quindici anni non è mai stato espulso, e con la grinta di Bini e Canuti. Ho imparato che se vuoi qualcosa devi correre e lottare, come facevano Oriali, Marini e Pasinato. Ho capito che bisogna pensare e ragionare con calma, ma quando è il momento di agire, è necessario farlo con la rapidità di quella imprendibile ala sinistra di nome Muraro. Ho scoperto che per colorare le giornate ci vuole quel pizzico di sregolatezza e la genialità di Beccalossi. E che alla fine, qualunque cosa si faccia nella vita, bisogna portarla a termine, bisogna concludere. Come faceva Altobelli”.

Voglio iniziare questo racconto di Regina Baresi, classe 1991, figlia di Beppe e nipote di Franco, con la chiusura dell’intervista fatta per Sportive Digitali il 29 ottobre scorso. La testimonianza di Laura Bersellini, figlia di Eugenio, storico mister di quei campioni che hanno fatto grande l’Inter degli anni 70/80, è contenuta nel libro “L’Inter ha le ali”. Ne ho letto alcuni passi a Regina e Raffaella in diretta. Compreso quello in cui lo stesso Beppe Baresi racconta che sua figlia Regina “…fa tanti di quei gol che mi ricorda Altobelli” e Spillo ribatte immediatamente “Allora, dopo le donne col tacco a spillo, eccone finalmente una con il tacco di Spillo!”.

Regina Baresi: tacchi a spillo e tacco “di Spillo”

Ma Regina, nella sua lunga carriera da calciatrice in maglia nerazzurra, non si è privata della femminilità dei tacchi a spillo ma poi, in campo, indossava proprio quel tacco “di Spillo” ereditato dalla determinazione nel concludere in porta le sue incursioni nell’area.

17 gli anni trascorsi sul campo, Regina ha segnato, nella sua lunga carriera, 120 reti collezionando 257 presenze sempre con la stessa maglia. La prima società, Inter Milano, poi acquisita dall’Inter nella stagione 2018/2019, è l’eredità di un progetto abbracciato da mamma Elena nel 2012 e portato avanti fino a oggi: un sogno dedicato al calcio femminile, raccogliendo l’eredità delle società che da anni si stavano impegnando per dar vita ai vivai di calciatrici sul territorio tra Abbiategrasso e Corsico. Elena Tagliabue, mamma di Regina, è colei che ha dato la svolta alla storia del calcio femminile milanese. Un lavoro fatto con determinazione e volontà, affiancata dalle famiglie delle giovani allieve e dal team della società (e con papà Beppe sempre pronto a dare una mano). 

Regina ed Elena: due donne per la gender equality

“Io all’inizio mi sono scontrata con persone molto scettiche che non credevano che un giorno potesse succedere tutto quello che invece sta accadendo intorno al mondo del calcio femminile” (Elena Tagliabue)

Regina si è ritagliata il suo spazio facendo valere le sue doti sul campo e ha vissuto con l’esempio di correttezza, grinta e finalizzazione degli obiettivi non solo di papà Beppe ma soprattutto di mamma Elena, donna straordinaria che per prima si è battuta contro le differenze di genere nel mondo sportivo. Regina Baresi, con l’addio al calcio nel giugno del 2021, ha deciso di impegnare le sue energie per proseguire il lavoro iniziato da mamma Elena e dedicare tempo e forze per la crescita dello sport femminile in Italia e promuovere la gender equality. 

30 anni sono pochi per abbandonare il ruolo di attaccante. O forse no se si è vissuta un’avventura come quella di Regina, con un particolare attaccamento alla maglia, con due promozioni in Serie A e l’emozione del pubblico di San Siro con indosso una seconda pelle che non puoi abbandonare ma puoi adattare a nuovi progetti. Regina vuole fortemente alimentare il dibattito intorno al tema degli stereotipi di genere, uno degli argomenti di maggiore attualità nell’universo femminile e lo sta facendo con QVC Beyond, un format multicanale creato da We Are Female Athletes, in collaborazione con QVC: Regina intervista e riflette insieme alle ospiti, su temi di gender gap nello sport e lo fa con tante esponenti del mondo dello sport italiano.

La seconda vita di Regina, appese le scarpette al chiodo, è testimonianza di quanto lo sport possa essere un’importante palestra formativa etica, un linguaggio universale utile a diffondere valori e temi sociali in un mondo che non ha ancora allineato la considerazione dei meriti sportivi alla differenza di genere.


L’intervista completa la trovate sul canale YouTube di Sportive Digitali.

Le foto sono state fornite dall’agenzia WAFA che gestisce l’immagine di Regina Baresi per poter realizzare il presente articolo e i contenuti legati all’intervista su Sportive Digitali.