“A cinque anni ho scoperto questo grande amore per la ginnastica artistica, oggi è diventata la mia filosofia di vita”. Una frase che racchiude sicurezza, genuinità e amore per lo sport. La 21enne Roberta Battistoni è un talento della ginnastica artistica e ritmica, è stata una delle prime atlete dello sport Special Olympics Unified che prevede esercitazioni svolte insieme ad atleti senza disabilità intellettiva, nata all’insegna dell’integrazione. Lo sport, offrendo continue opportunità di dimostrare coraggio e capacità, diventa un efficace strumento di riconoscimento sociale e di gratificazione. Può essere palestra di vita che offre agli Atleti Special Olympics la possibilità di valorizzare le loro diverse abilità e di spenderle produttivamente nella società, che avvicinandosi a loro in situazioni gioiose e momenti di festa, matura una maggiore disponibilità verso questo tipo di disabilità.
Roberta è soprattutto una bella ragazza. Con la Sindrome di Down, ma questo è solo un dettaglio. L’ho conosciuta a Roma, alla festa organizzata dalla produzione della trasmissione di RaiTre Le Ragazze, condotta da Gloria Guida, di cui è stata una delle protagoniste. Nel 2011 è stata convocata dalla nazionale italiana per i Giochi Mondiali Olympics di Atene, che vedevano la partecipazione di 185 nazioni con oltre sette mila atleti suddivisi in più discipline sportive, ottenendo risultati strabilianti: bronzo nella specialità “All around”, argento nelle parallele, 4° posto alla trave e 5° nel volteggio.
Quando mi hanno chiamata sul podio non ci credevo, non me l’aspettavo e sono rimasta senza parole”, ha fatto tutto alla perfezione, volteggiando come una farfalla. “Quindi, grande me!” dice Roberta. Ma soprattutto, quello che le è piaciuto di più dell’esperienza di Atene, è il suo viaggio “finalmente senza genitori”, e lo dice abbracciando la mamma che sorride. Roberta è così: ironica, spontanea e senza peli sulla lingua. Lei non si tira mai indietro, fra l’emozione e la curiosità vince sempre la voglia di esserci, di vivere tutto quello che accade attorno a lei. Ha mille interessi, da piccola a chi le chiedeva cosa avrebbe fatto da grande, rispondeva “lo chef”. E’ passata dal nuoto alla ginnastica artistica, facendo incetta di medaglie con disarmante naturalezza, la stessa con cui nel 2010 è stata ricevuta dal presidente Napolitano che l’ha nominata “Alfiere della Repubblica Italiana per meriti sportivi”. Intanto, tra una competizione e l’altra, ha conseguito la maturità al liceo scientifico. Una famiglia unita, che la sostiene e fa il tifo per lei, e un legame particolare con Giorgia, la sorella, che studia a Cambridge e sente via Skype, “ma a maggio saremo con lei a New York”. Nel futuro di Roberta ora ci sono la scuola di recitazione, il teatro, gli allenamenti, e – infortuni permettendo – il sogno delle paralimpiadi di Tokyo 2020. Se i genitori si fossero distratti un attimo mi avrebbe anche raccontato di faccende amorose, ne sono certo. Nel frattempo è certa, “da grande vorrei fare la truccatrice…”.

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