Roberta Melesi, 22 anni, di Ballabio, in provincia di Lecco, è’ stata sicuramente una delle azzurre più sfortunate nella stagione 2019/2020. Stagione che era iniziata a Soelden con i primi punti in Coppa del Mondo (24° posto); poi un mese dopo, in preparazione a Copper Mountain quella maledetta caduta che le ha procurato un trauma distorsivo ad entrambe le ginocchia. Ora è allo Stelvio per prepara era la prossima stagione, che dovrà essere quella della consacrazione.
Quest’anno sono arrivati ottimi risultati prima dell’infortunio…
“Sì, sono molto felice: il posto fisso in Gigante e in Super G in Coppa del Mondo e un secondo posto nella classifica generale di Coppa Europa, nonostante un infortunio alla spalla a metà stagione che ha portato a uno stop di 20 giorni. Sicuramente l’ingresso in Coppa del Mondo è un ottimo risultato, anche se lo ritengo un punto di partenza, perché adesso si apre un nuovo capitolo e l’anno prossimo è tutto da dimostrare”.
Raccontaci di te, quando hai iniziato a fare sport?
Ho messo gli sci all’età di 3 anni ed oggi sono un atleta di sci alpino. Sciare è sempre stata una delle mie più grandi passioni, è quello che ho sempre sognato di fare ed oggi lo reputo il mio lavoro perché comunque è sugli sci e per lo sci che impiego la maggior parte del mio tempo“.
Una ricercatrice americana, Angela Duckworth, è arrivata alla conclusione che il successo in qualsiasi ambito della vita, anche quello sportivo, è dato da una componente che lei definisce grinta , ovvero sapere dove si vuole arrivare e non mollare. Quanto conta il sacrificio?
Sicuramente i sacrifici sono dietro a qualsiasi sport agonistico e personalmente sento di averne fatti molti, anche se ovviamente avevano la finalità di raggiungere quello che volevo davvero.  A 15 anni non uscire con le amiche il sabato sera è un sacrificio, che senza la maturità di oggi, aveva un peso importante. In adolescenza è stata dura e tante volte mi sono chiesta se questa fosse la strada giusta. Accanto a questo tipo di sacrifici “più banali”, anche se a quell’età non lo erano, posso dire che sacrifici sia fisici che mentali ne ho fatti molti …. Tuttavia credo che il sacrificio sia alla base di tutto, senza di esso non si possano raggiungere risultati importanti, in ogni ambito
Fallire nello sport va messo in preventivo. Ti è già capitato?”
“Ho passato un anno in cui ho fatto molto fatica a livello sciistico. Sin da piccola sono stata abituata a fare bellissimi risultati e a vincere, non avevo mai provato la sensazione di arrivare dietro o fare risultati mediocri; poi è arrivato l’anno della “batosta” in cui ho fatto fatica ad ottenere risultati e l’ho vissuto come un fallimento di me stessa. Sentivo che avevo da dare, ma non riuscivo a dare nel modo giusto e questo mi faceva stare male. Ad oggi il fallimento lo vedo in modo differente. Io sono molto ambiziosa e pretendo sempre molto da me stessa, per cui se un risultato non arriva lo vivo sempre come un piccolo fallimento, ma oggi ho la consapevolezza che sto dando tutta me stessa e quindi se non dovessi centrare gli obiettivi che mi sono posta non lo vedrei più come un fallimento personale, ma come un fallimento su una specifica cosa …. potrei avere da dare molto su qualcosa d’altro.  In ogni caso, pretendendo molto da me stessa, non riesco ad essere pienamente felice se non ottengo quello che voglio al 100% e se tutti i sacrifici non fossero ripagati dai risultati per me sarebbe molto difficile”
In un range da 1 a 10 quanto conta la “testa” nel tuo sport?
“100. Soprattutto dopo l’anno andato male, ho proprio capito che di testa non c’ero e se di testa non ci sei puoi fare a meno di fare tutto il resto, quindi per me conta il 90%.”
Quali sono secondo te le tre caratteristiche mentali fondamentali per un atleta?
“Tenacia intesa come il non mollare mai. Equilibrio fisico e mentale. Consapevolezza. Se un atleta e consapevole dei propri mezzi riesce a superare le difficoltà, piccole o grandi che siano, in minor tempo rispetto a un altro che non è consapevole dei propri mezzi e conseguentemente si fa destabilizzare di più anche dalle piccole cose”.
Hai mai allenato la tua “testa” per ottenere un miglioramento della performance o superare momenti difficili?
“Si, ho dovuto farlo quando ho capito che era la parte fondamentale”
Quali benefici hai ottenuto?
“Sicuramente riesco a stare meglio con me stessa e ad essere felice davvero. Sono riuscita a raggiungere degli obiettivi che senza allenare la mia testa forse non avrei raggiunto”.
Quale messaggio vorresti dare ai giovani che si vogliono avvicinare al tuo sport o che già lo praticano e hanno il sogno di arrivare in alto?
“Innanzitutto di dare sempre il 100% sotto ogni aspetto e non avere mai rimpianti; bisogna cercare di focalizzare cosa può rendere davvero felici nella vita, che sia lo sport o una scuola, ciò che conta e andare a letto la sera consapevoli che si sta facendo quello che si ama, e ovviamente non mollare mai per raggiungere i propri obiettivi”.

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