Rossana Pasquino è una forza della natura. Un caso particolare: un ricercatore universitario prestato allo sport. Si, perchè Rossana ha iniziato ad avvicinarsi alla scherma tardi, solamente 6 anni fa. Di rientro dall’estero, Rossana si trova a Napoli perchè vincitrice di un posto come ricercatore all’Università Federico II: il sogno di una vita. Sola, in una città che conosceva ma che era lontana dai suoi luoghi di origine, si fa trascinare in palestra dalla spadista olimpica Francesca Boscarelli e nel 2013 Rossana inizia il suo percorso della scherma in carrozzina che oggi la sta avvicinando sempre più al sogno olimpico.

Oro nella Coppa del Mondo Paralimpica di Eger in Ungheria, medaglia che si è aggiunta a quella iridata conquistata ad Amsterdam e al bronzo della Corea del Sud, Rossana oggi è Professore Ordinario all’Università Federico II di Napoli, insegna Reologia e Fenomeni dei Trasporti a studenti di Ingegneria Chimica e Biomedica ed è autrice di circa 50 lavori scientifici: nel 2018 ha ricevuto il Distinguished Young Rheologist Award, assegnato da TA Instruments.
Non riesce a definire con certezza se sia prima Professore o Atleta: è sicura però che Federscherma è diventata la sua famiglia. Le ho voluto fare due domande che sono collegate ai suoi superpoteri da atleta paralimpica:
Mi sono ispirata alla metafora che ha descritto oggi Simone Barlaam, sette volte campione del mondo, quattro volte campione europeo di nuoto paralimpico. Simone, che ho avuto la fortuna di conoscere e seguire da vicino, ha disegnato con le parole il campo di trifoglio, dove le persone, di solito, sono alla ricerca di quel quadrifoglio introvabile, meraviglia di una mutazione della natura che diventa eccezionalità dai poteri quasi magici.

Rossana, quando hai capito che il tuo essere quadrifoglio sarebbe stata una meravigliosa eccezione?
“La scherma è stata la chiave. In passato mi hanno sempre fatto i complimenti per quanto fossi intelligente, mai sulle mie potenzialità fisiche o talento per saper fare qualcosa di diverso dallo studio. Io ho perso l’uso delle gambe a nove anni: facevo la ginnasta, praticavo ginnastica artistica da 5 anni. Mi sono ritrovata con una forte esigenza di riprendermi quella vita “fisica” di cui ricordo ben poco, ma della quale conservo sensazioni che avevo il desiderio di riportare in superficie. La scherma mi ha fatto trovare il quadrifoglio tra i trifogli, non le medaglie conquistate, ma lo sport nella sua essenza.”
Oggi 3 dicembre è la giornata internazionale della disabilità: quali sono i superpoteri del paralimpismo?
“Spero sempre che prima o poi non ci debbano più essere giornate per ricordare la disabilità o la violenza sulle donne, tanto per fare un altro esempio, perché vorrà dire che potrebbero essere superate tali tematiche con altra metodologia. Credo che ognuno di noi, disabile e non, abbia dei superpoteri. Certo lo sport amplifica tutto quello che vediamo nella realtà e moltissimo nel movimento paralimpico è stato fatto da persone quali Bebe Vio o Alex Zanardi: loro hanno dimostrato che esiste la possibilità di vivere una vita, non solo normale ma speciale, pur avendo delle limitazioni enormi. Ma la questione dei superpoteri è una questione personale e ognuno trova le proprie potenzialità secondo i propri tempi. Per me è stato un percorso lungo ma il paralimpismo di 7 anni fa era completamente diverso da quello di oggi. Ci sono persone che si sono spese, e tanto, e oggi siamo una squadra nella squadra, ognuno con la propria personalità e attitudini, fragilità, timidezze e forza propulsiva come appunto Bebe e Alex.” 

Dal 2010 il settore paralimpico è stato assorbito dalla Federscherma e oggi, atleti paralimpici e non, fanno parte di un’unica grande famiglia. Rossana Pasquino è candidata come consigliere federale della Federscherma: lei è il primo caso di candidatura di un atleta paralimpico nella storia del consiglio.
Per la prima volta, nel caso in cui venisse eletta, Rossana potrebbe essere la prima atleta paralimpica a rappresentare tutti gli atleti della federazione. Noi, naturalmente, facciamo il tifo per lei, anche perchè, come diceva Eraclito, panta rei. Tutto scorre, tutto è in divenire e le cose potrebbero cambiare proprio con Rossana Pasquino, un solare e tosto professore di reologia, abilissima con la sciabola.

(Intervista video trasmessa da sportivedigitali.it il progetto con il patrocinio del CONI, dedicato alle atlete di tutte le discipline e incentrato su empowerment, formazione e dual career)

Credits photo: Bizzi/Federscherma