L’irlandese Joy Neville, proclamata dall’ente mondiale, a fine 2017, “miglior arbitro del mondo” (colleghi maschi compresi) e paladina dei diritti del mondo gay sarà domani a Treviso per dirigere Benetton-Glasgow Warriors di Pro14. In un momento in cui in Italia si discute dell’opportunità di far giocare in Arabia Saudita, paese che discrimina le donne con tanto di settori separati negli stadi, ecco che arriva la notizia di una donna che dirige un’importante sfida.
Joy è stata capitana della nazionale irlandese con cui ha messo insieme 70 presenze, per poi ritirarsi nel 2013 dopo aver vinto il 6 Nazioni femminile. Qualche tempo dopo la proposta di diventare arbitro: lei, inizialmente scettica («non volevo avere di nuovo tutti i fine settimana occupati»), decise per il sì dopo che «un allenatore molto importante in Irlanda al quale avevo chiesto un parere» le rispose che una donna non avrebbe mai potuto arbitrare partite del campionato maschile.
Per dimostrare il contrario iniziò quindi una nuova carriera che la sta proiettando addirittura nella storia. Oltre ad aver diretto la finale dei Mondiali donne, Nuova Zelanda-Inghilterra, è stata infatti la prima donna ad arbitrare una partita delle coppe europee maschili, Bordeaux Begles-Enisej di Champions, mentre in Italia la si è vista in Eccellenza in un Petrarca Padova-Lazio.
Per lei è la prima volta nell’ex Lega Celtica con Treviso: finora con i Leoni veneti aveva fatto da guardalinee. Ma la Neville nel mondo ovale e nel suo paese è un personaggio di spicco anche per la sua lotta contro un altro tipo di discriminazione: lesbica dichiarata e sposata dal 2015 con Simona Coppola, irlandese di genitori italiani.

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