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Salute/ Il sale a tavola fa male: ecco i consigli per consumarne meno

Il sale a tavola fa male. Ma con degli accorgimenti piuttosto semplici è possibile ridurne l’uso. Preferire le erbe e spezie per insaporire i cibi, scolare e risciacquare verdure e legumi in scatola o ridurre gradualmente il sale nelle ricette: ecco alcune delle misure con cui ridurre il consumo di sale a tavola, che non dovrebbe superare i 5 grammi giornalieri. Lo ricorda il ministero della Salute, in occasione della Settimana mondiale di sensibilizzazione per la riduzione del consumo alimentare di sale.
L’iniziativa, promossa dalla World Action on Salt & Health (WASH), si svolge con partner in 100 Paesi del mondo ed è stata istituita nel 2005 per migliorare la salute delle popolazioni attraverso la graduale riduzione dell’introito di sodio.
Il consumo eccessivo di sale porta infatti ad un aumento della pressione arteriosa, e del rischio di gravi patologie cardio-cerebrovascolari legate all’ipertensione, come infarto e ictus. L’introito di sale è inoltre associato ad altre malattie cronico-degenerative, quali tumori dell’apparato digerente, osteoporosi e malattie renali.
Wash indica cinque semplici azioni per ridurre il consumo di sale: usare erbe, spezie, aglio e agrumi al posto del sale per dare sapore al cibo; scolare e risciacquare verdure e legumi in scatola e mangiare più frutta e verdura fresca; controllare le etichette prima di acquistare per scegliere prodotti meno salati; usare gradualmente meno sale nelle ricette preferite, per far adattare le papille gustative; togliere dalla tavola sale e salse salate in modo da non abituarsi ad aggiungere il sale.
L’obiettivo è incoraggiare le aziende alimentari multinazionali a ridurre il sale nei loro prodotti e sensibilizzare i Governi.

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