Sara Cardin non andrà alle Olimpiadi di Tokyo dove il karate farà il suo storico debutto. L’azzurra non è riuscita a prendersi uno dei tre pass messi a disposizione nel kumite 55 kg al preolimpico di Parigi. Sara, un’icona italiana in questo sport, è stata sconfitta dalla polacca Dorota Banaszczyk al terzo turno per 1-0.

Il racconto di Sara

Attraverso il suo profilo Instagram l’atleta spiega come si sente, provando anche a darsi delle spiegazioni. Un verdetto difficile da accettare per un’atleta che ha dovuto fare i conti con tanta sfortuna e che sognava fortemente queste Olimpiadi. Sara per raggiungerle ha combattuto, ha stretto i denti riuscendo ad arrivare a prestazioni di altissimo livello anche nei mesi e settimane precedenti l’ultima sfida, quella decisiva. Il destino le ha voltato le spalle.
Serve sempre qualche giorno di stacco prima di dire due parole sensate dopo un grande dispiacere…Non è andata come volevamo. Non mi sono qualificata e mentre lo dico ancora oggi mi scende una lacrima e chissà per quanto ancora sarà così… Abbiamo lavorato tanto per questo evento pur sapendo che in una gara secca può succedere di tutto e ci abbiamo creduto tutti insieme fino alla fine. Il Campionato Europeo di due settimane fa ci aveva motivato ancora di più perché la mia prestazione era stata eccellente e perché avevo battuto le più forti al mondo e pure bene. Due settimane dopo, sono sempre io, la stessa Sara, solo che lo sport e soprattutto il karate sono molto imprevedibili e ci sono tante variabili. 

Sono arrabbiata con me stessa perché ero sicura che se avessi passato questa qualifica, l’Olimpiade l’avrei vinta e avrei voluto mettere la ciliegina sulla torta a questa lunga carriera sportiva. Non è andata purtroppo. Giocarsi tutto in una gara non era semplice, ma non ho avuto scelta. Nel 2018 quando è iniziata la qualifica olimpica ero prima del Ranking PL1 e l’ho iniziata rompendomi crociato collaterale e menisco; mi sono operata e sono tornata dopo 6 mesi, sono arrivata in semifinale di pool alla prima gara e mi sono rotta due legamenti della caviglia destra e un edema osseo. Sono tornata dopo altri 2 mesi, ma avevo saltato tantissime gare e punti… rientravo in gara da mancina, con un karate diverso…forse anche migliore talvolta, ma che doveva ancora consolidarsi. Poi sono tornata a vincere un bronzo, un argento e un oro in Premier League a Salisburgo nel 2020. Avrei fatto di lì a qualche mese il tornerò di qualifica ed è arrivata una pandemia mondiale… Non ho smesso, sono tornata e ho preso pure il Covid… poi finalmente torno al mio standard di prestazione, faccio una buona gara a Lisbona e una davvero eccellente agli Europei e ormai sognavamo tutti in grande… Ma quest’ultima gara di Parigi invece non è andata. 
Cosa posso rammaricarmi?! Non ho mai mollato e le vicende sportive e personali non mi hanno mai tolto la determinazione e il sorriso. A volte però serve anche che le cose si incastrino nel modo giusto”. 

I ringraziamenti di Sara Cardin

“Ricordando che quando si vince è sempre merito di tutti e quando si perde sembra solo colpa di qualcuno, io oggi voglio solo RINGRAZIARE tutti: la Federazione, l’Esercito e tutto il team di persone che mi hanno seguita in questo percorso. Ognuna di loro ha dato il massimo per quelle che sono le sue competenze, ognuna si è scervellata ogni giorno per trovare soluzioni e idee per migliorare sempre di più, tutte hanno fatto ogni singolo passo proprio per il mio bene. Sono stata fortunata ad avere persone così al mio fianco e di tutti ho apprezzato la professionalità, l’impegno, la disponibilità, la passione, la determinazione e anche l’affetto nei miei confronti. 

Mi congratulo con i ragazzi che sono riusciti a qualificarsi per Tokyo, farò un tifo sfrenato per loro e per l’Italia del karate.
Ora io mi prendo un po’ di tempo, il giusto riposo dopo aver dato anima e corpo a questo obiettivo. Vi abbraccio e ringrazio tutti per ogni messaggio e bella parola. ?
Forza Italia, sempre “.