Sono Sara Fanciullacci, ho 38 anni e pratico Tiro a Volo. Racconto la mia storia sulle colonne di Sportdonna.it perché é stata, ed é tuttora, un percorso sportivo e di vita che vorrei potesse arrivare alle persone, ispirandole nel loro cuore a non buttarsi giù di fronte alle difficoltà che la vita ogni tanto ci pone davanti, ma a continuare a guardare avanti, ad andare oltre, sempre guidate dalla forza delle proprie emozioni e dei propri sogni.

Sara e la malattia

Ho tre patologie autoimmuni – scoperte in sequenza ed all’inizio non riconosciute e quindi curate in modo sbagliato, con conseguenti difficoltà – che mi porto dietro da un pò di anni ormai. La più devastante é stata quella che mi é venuta a trovare alla fine del 2019: l’artrite reumatoide.Nel giro di 10 giorni, progressivamente, mi sono bloccata, non muovevo più un arto, non camminavo più, ed avevo mani, dita, polsi, rotule come dei palloncini.In quei giorni, credo davvero di aver vissuto il momento più basso e più buio di tutta la mia vita. Quando tutta l’Italia é finita in lockdown per il Covid19, io ero già in un mio personale “lockdown” da settimane a causa di tutto questo. Con la paura di non sapere se avrei mai recuperato le mie funzioni, se sarei mai tornata alla normalità ed il  timore di non avere più tempo e modo di fare tutto quello che avrei voluto fare.
Oggi il peggio é passato, credo. La fase acuta me la sono lasciata alle spalle, trattandola con una cura d’urto da cavalli, fisioterapia e tanta forza di volontà.Per il momento navigo spensierata nella fase di remissione. Mi godo questo istante. Quello che ho vissuto mi ha aperto la mente, insegnandomi – e lo faccio ancor più di prima – ad apprezzare davvero ogni singolo momento perché unico, e perché occasione irripetibile di vita, di sogno, di felicità.

Sara e il Tiro a Volo

Il mio amore per il tiro a volo nasce da piccolina, quando mio padre, invece di portarmi al parco, mi portava al campo di tiro che lui frequentava come tiratore.A 14 anni ho iniziato la scuola della Federazione Italiana Tiro a Volo per iniziarmi a questa Disciplina, ed ho militato nella squadra giovanile fino ai  20/21 anni. Avendo poi in mente di perfezionare le lingue straniere studiate al liceo e fare esperienze di studio e lavoro all’estero – che poi, appunto, ho fatto – ho deciso di lasciare questo bellissimo sport per provare ad inseguire l’altro mio sogno: acquisire una certa conoscenza linguistica e lavorare nella moda – cosa per cui sono poi riuscita, andando a lavorare anche all’estero.

Dopo 15 anni di lontananza, senza esitazione e nonostante i problemi di salute, l’ho riabbracciato, perché sapevo che avrebbe potuto sostenermi nella via della guarigione emotiva, mentale, motivazionale, e perché mi avrebbe indicato la strada per rimettermi man mano in piedi, nonostante tutto, più forte di tutto.
La nostra é una Disciplina prettamente individuale, che ci mette ogni singolo istante a tu per tu con noi stessi, le nostre paure, i nostri limiti, che sono spesso solo mentali, e che talvolta ci creiamo di sana pianta dalle situazioni che viviamo e che poi rielaboriamo. E’ uno sport di testa, che ci porta inevitabilmente allo scontro con la parte più scomoda e debole di noi, mettendoci a tu per tu con le scuse che spesso ci raccontiamo, e spronandoci alla costante ed infinita ricerca dell’equilibrio personale e del rafforzamento.

Le gare, le vittorie


Alla fine dello scorso anno, dopo la battuta d’arresto imposta dalla salute, sono tornata a sparare e non tra poche difficoltà oggettive – fisiche dovute al rallentamento generale causato dai farmaci assunti, e dal mio corpo un pò intontito, non più rispondente agli stimoli in tempi rapidi. Ho fatte 2 gare Regionali ed una Nazionale, portandomi a casa ogni volta un Argento. Nulla di che, direte voi, ma per me quella medaglia, credeteci, brillava più dell’oro quel giorno. Perché stavo tornando in pedana, perché stavo di nuovo recuperando me stessa, dopo l’ennesimo sprofondo, dopo la catarsi, dopo la risalita lenta dall’abisso. Oggi mi sto allenando per affrontare le gare Nazionali che ci sono in calendario.
Oggi sono tiratrice, sono parte della Federazione Italiana Tiro a Volo per cui ricopro il ruolo di Vice-Delegata all’interno della Commissione Regionale della Regione Toscana, e sto frequentando il Corso di primo livello per Istruttore, in modo che se un domani non riuscissi più ad essere una sportiva attiva, potrò ugualmente essere a servizio della Federazione e dei percorsi sportivi delle altre persone.
Nel 2018 ho vinto un Europeo, giusto in tempo prima di ammalarmi.Non so se riuscirò a centrare una nuova gara, né so cosa succederà nel mio corpo domani. Ma finché avrò questa disposizione mentale ad assistermi, so che quel bersaglio dentro di me sarà già una nuvola di polvere. So che per me sarà ogni volta la gara della vita : con me stessa, con ciò che provo, e per cui sto reimpostando la mia vita in modo di Respirare attraverso lo Sport, ed avere ogni giorno un qualcosa di invidiabile al mio fianco: la Leggerezza e la Libertà di vivere nell’Attimo, e di abbracciare una Felicità impalpabile e speciale, che tanti, in una intera vita, non hanno nemmeno mai sfiorato.