Scherma

Scherma / L’Italia del fioretto femminile sul tetto del mondo!

Coppa del mondo di fioretto femminile. L’Italia torna sul gradino più alto del podio. Dopo due anni e quattro mesi dal successo nella tappa di Saint Maur del 5 novembre 2017, il “Dream team” azzurro conosce nuovamente il dolce gusto del trionfo in Coppa del Mondo.
Il successo arriva sulle pedane de Il Cairo dove si è svolta la tappa del circuito di Coppa del Mondo.
Il quartetto azzurro composto da Alice Volpi, Elisa Di Francisca, Martina Batini e Camilla Mancini libera l’urlo di gioia alla stoccata del 38-37 giunta al minuto supplementare della finale contro la Russia. E’ stata proprio Camilla Mancini, la più giovane delle azzurre, ad essere indicata dal CT Andrea Cipressa per la “chiusura” del match. La frascatana si è fatta trovare pronta ed ha portato le compagne sul gradino più alto del podio.
L’Italia era giunta alla finalissima contro le ormai consuete rivali della Russia, grazie ad un percorso di gara che aveva visto dapprima il successo sulla Spagna per 45-21, poi era giunta la vittoria ai quarti contro il Giappone col punteggio di 45-24 ed infine in semifinale Alice Volpi aveva piazzato la stoccata del 44-43 contro gli Stati Uniti.
Il movimento azzurro dimostra ancora una volta di essere ai vertici mondiali. Brave ragazze!

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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