Sci / Snowboard

Sci/Lindsey Vonn, brutta caduta e spavento: “Penso di essere Hulk”

Ieri ad Aare è andato in scena (forse) l’ultimo atto della carriera agonistica di Lindsey Vonn, la sciatrice più vincente. E in Svezia, nella gara di Super G la statunitense è incappata in un paio di errori, l’ultimo fatale, al punto da farla rovinare a terra. Tanta paura e spavento soprattutto da parte delle sue colleghe – in particolare l’azzurra Sofia Goggia (medaglia d’argento) – che guardando la sua avversaria capitombolare si è messa le mani nei capelli e il volto preoccupato. Ma per fortuna nulla di grave, Lindsey Vonn che nel mentre era stata raggiunta dal toboga e dai soccorritori, si rialza e termina la discesa salutando il pubblico commossa.
«Se le avversità ti rendono più forte, io a questo punto penso di essere Hulk...» ha scritto su twitter subito dopo la caduta  la sciatrice. Se il fisico glielo consentirà, la campionessa americana chiuderà quindi la sua carriera con la discesa di domenica.

L’americana, che ha raggiunto la Svezia con l’amica-rivale Sofia Goggia, ha spiegato le ragioni del suo addio in un’intervista a Eurosport rilasciata proprio sul territorio svedese. La Vonn, il cui obiettivo era raggiungere le vittorie di Stenmark, non riuscirà nel suo intento ma la sua decisione è irrevocabile: “Non riesco a fare praticamente nulla in montagna. Devo sciare con due tutori perché le mie ginocchia non sono più in grado reggere tutte le gare e gli allenamenti. Anche se penso che in Coppa del Mondo potrei ancora dire la mia, sono convinta che questa sia la decisione più saggia per me. Sinceramente mi fosse mancata solo una vittoria forse avrei continuato ma per raggiungerne ancora 5 non mi è sembrato giusto spingere il mio corpo ancora oltre”. Per lei è giunto davvero il momento di ascoltare quel messaggio.

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Diletta Barilla

Diletta Barilla

Da sempre appassionata di sport seguo prevalentemente il calcio, anche nella sua versione più “grezza” il soccer della lega americana. Sarà forse per la data di nascita, il 4 luglio, ma ho un debole per gli atleti a stelle e strisce e tutto lo sport made in USA. La racchetta da tennis sempre a portata di mano, il pallone come mantra

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