Altri sport Vari

Rugby/Sei Nazioni:Italia che battaglia a Bari con il Galles. Alla fine è pareggio

Sei Nazioni femminile 2019, Italia, Galles

L’Italia a Bari impatta sul Galles nella seconda giornata del Sei Nazioni femminile 2019 di rugby al termine di una partita infinita: le Dragonesse fermano sul 3-3 le ragazze di Andrea Di Giandomenico, ma il risultato non rende giustizia di una partita di grande presenza fisica e mentale, con entrambe le squadre che non si sono risparmiate nel tentativo di conquistare il bottino pieno. Ricco di pathos il finale, con entrambe le formazioni che si ritrovano il match point ma non riescono a concretizzare. Per l’Italia un piccolo passo indietro rispetto alla scorsa settimana: in alcune circostanze le ragazze hanno avuto troppa foga, fermandosi a pochi centrimetri dalla linea di meta, e la mischia chiusa non è stata un fattore come in Scozia, però conferma di essere una formazione in grado di giocarsela sempre in questo Sei Nazioni femminile 2019. Molto più soddisfatto il Galles, che dimostra di saper difendere bene e tanto, soprattutto quando pressato nei propri 22.

Il pubblico accoglie numeroso al richiamo di questo storico torneo e dell’Italdonne, infatti si registra una platea quasi da record assoluto per il Sei Nazioni femminile, stimata tra le 3000 e le 5000 untà (1493 il dato definitivo). I primi minuti di gioco vedono l’Italia mantenere il possesso, ma sono poche le occasioni e spesso arrivano da azioni personale: una bella corsa di Lauren Smith al 9′ porta il Galles a 10 metri dalla linea di meta azzurra, due giri d’orologio dopo è Sillari a sfondare la linea gallese e riportare il gioco nella metà campo delle Dragonesse. Le gallesi crescono ma complice un passaggio sbagliato regalano all’Italia la possibilità di riportarsi sulla linea dei 5 metri avversaria. Le azzurre non sono però brillanti e vedono comminarsi un cartellino giallo al 18′ all’indirizzo del pilone Turani. Fortunatamente l’inferiorià numerica non pesa, perché la partita non decolla e al 25′ la partita è ancora inchiodata sul risultato ad occhiali. Il Galles mantiene maggiormente il possesso nella seconda parte della prima frazioen di gioco ma non riesce praticamente mai ad entrare nei 22 italiani. Solo al 31′ il punteggio si sblocca, con Robyn Wilkins che mette in mezzo ai pali un calcio sui 25 metri e regala al Galles il parziale di 0-3. L’Italia non gioca male, ma non riesce a rendersi pericolosa: in generale, sono pochissime le opportunità per segnare da ambo le parti, indice di due squadre ben messe in campo, che concedono pochissimo e difendono con ordine.

Il secondo tempo inizia con l’Italia che suona la carica: al 50′ una potente carica di Giada Franco travolge la trincea gallese posta a disperata difesa della linea di meta e sembra segnare la meta del sorpasso, ma l’intervento del TMO stabilisce che l’azzurra è arrivata corta e non ha schiacciato l’ovale. L’Italia continua a premere ma il Galles resiste bene agli assalti con una grande difesa. Al 56′ è Rigoni, lesta a sfruttare un errore in rimessa laterale delle avversarie, ad andare vicina alla marcatura, ma di nuovo l’occasione sfuma perchè la #12 è tenuta alta. L’Italia raccoglie al 60′ i frutti di questi continui attacchi: Sillari piazza un calcio di punizione – fischiato contro Johnes – da facile posizione per il 3-3 parziale. Il gioco continua con estrema intesità ma si concentra nella zona centrale del campo. Gli ultimi dieci minuti si giocano sul punteggio in parità e per l’Italia rischia di mettersi male quando al 70′ Jasmine Joyce corre bene nel piccolo spazio lasciato tra le maglie azzurre, travolge con un frontino Stefan e schiaccia in meta. Per fortuna dell’Italia l’azione nasce da un passagio in avanti, ergo il TMO annulla la realizzazione. Il pericolo scampato scuote le azzurre che provano un ultimo assalto, ma vicine alla linea di meta sbagliano e con il tempo scaduto e il Galles in possesso di palla dentro i loro 10 metri la partita sembra finita. Tutto quello che serve alla formazione ospite è calciare il pallone fuori, invece viene tenuto in campo dall’Italia che riesce a riportarsi fino ai 30 metri e conquistare una punizione a tempo scaduto. Sillari, fino a quel momento perfetta dalla piazzola, sbaglia da posizione centrale e sancisce il primo pareggio della storia tra Italia e Galles, nonché il primo dopo nove anni in assoluto.

Sei Nazioni femminile 2019, seconda giornata
Italia-Galles
Lecce, Stadio Via Del Mare, sabato 9 febbraio 2019

Marcatrici: p.t. 31′ c.p. Wilkins (Galles), s.t. 60′ Sillari (Italia)
Italia: Manuela Furlan, Aura Muzzo, Michela Sillari, Beatrice Rigoni, Sofia Stefan, Veronica Madia, Sara Barattin; Silvia Turani, Melissa Bettoni, Lucia Gai, Valentina Ruzza, Giordana Duca, Ilaria Arrighetti, Giada Franco, Elisa Giordano.
A disposizione: Gaia Giacomoli, Elena Serilli, Sara Tounesi, Valeria Fedrighi, Lucia Cammarano, Francesca Sberna, Jessica Busato, Camilla Sarasso. Allenatore: Andrea Di Giandomenico.
Galles: Lauren Smyth, Jasmine Joyce, Hannah Jones, Alicia McComish, Lisa Neumann, Robyn Wilkins, Keira Bevan; Caryl Thomas, Carys Phillips (c), Amy Evans, Natalia John, Gwen Crabb, Bethan Lewis, Manon Johnes, Siwan Lillicrap.
A disposizione: Kelsey Jones, Cara Hope, Cerys Hale, Alisha Butchers, Alex Callender, Ffion Lewis, Elinor Snowsill, Jess Kavanagh. Allenatore: Rowland Philips.
Cartellini: 18′ p.t. giallo a Turani (Italia)
Note: serata umida, temperatura 12°, spettatori presenti 1493
Calciatori: Wilkins (Galles) 1/3, Sillari 1/2 (Italia)
Guinnes 6 Nations Woman of the Match: Susan Lillicrap (Galles)

Informazioni sull'autore

Stefano Nouvion

Stefano Nouvion

Dopo esserci occupati dell'analisi antropologica di alcune categorie di esseri umani tra cui i gli influencer, gli odiatori seriali sul web, le gnocche che guadagnano soldi su Instagram, oggi faremo una breve e interessante analisi su un altro archetipo antropologico: il sottoscritto.
Il sottoscritto è un essere nato nel Nord Ovest italico, più precisamente nella striscia di terra chiamata Liguria, ancora più precisamente in quel di Genova il 13 luglio 1994. Di solito quando si trova in territori al di fuori da queste zone, in particolare in qualsiasi posto a nord dei Giovi, soffre di saudade in forma grave.
Ottenuto il diploma di maturità (mica tanto) scientifica (ancor meno, mi sveglio ancora la notte con la paura dei compiti di trigonometria) nel 2013, sto tentando vanamente di uscire da quel girone dantesco che è l'università e soprattutto il dipartimento di giurisprudenza.
Sono così malato di ciclismo che, non pago d'averlo praticato a livello giovanile, lancio la volata ogni volta che mi trovo davanti ad un monumento importante. Una volta ho pure provato a fare colpo su una ragazza con un romanticissimo: "Appena ti ho vista ho sentito le farfalle allo stomaco come nella tappa del pavé di Nibali al Tour 2014".

Commenta

Clicca qui per commentare