Torna a parlare Serena Williams e, dopo aver “acceso i riflettori” sui sintomi e sulle conseguenze della depressione post partum, il suo pensiero torna alla pesante sconfitta subita nel torneo di San José.

Un risultato che, per sua sfortuna, segna un record che potrebbe definirsi storico. Era infatti da quasi mille partite che la tennista americana non si portava a casa un solo set.

Ma adesso, a distanza di qualche mese da quella sconfitta – bruciante – Serena Williams ha deciso di raccontare cosa le è successo. Poco prima di scendere in campo, nel match contro la Konta – durato solo 52 minuti – la Williams aveva saputo, tramite Instagram, che l’assassino della sorella Yetunde Price, condannato a 15 anni di reclusione, era stato scarcerato in anticipo.

La scomparsa della sorella aveva sconvolto sia lei che Venus al punto da farle meditare sulla possibilità di lasciare il tennis. La famiglia Williams, infatti, ha sempre visto il coinvolgimento di tutti i suoi membri nella carriera delle due piccole di casa.

Yetunde fu colpita alla testa da un proiettile sparato da Robert Maxfield nel settembre del 2003 durante un regolamento di conti tra bande. Il destinatario di quel colpo, con ogni probabilità, era il suo compagno.

Serena Williams racconta quanto è successo in un’intervista rilasciata al Time: “Pensavo ai suoi figli, a quanto gli voglio bene e quanto siano importanti. Non riuscivo a togliermi quella notizia dalla testa. Non capivo come potesse essere libero dopo quello che ha fatto“.