Michela Moioli guarda la sua medaglia d’oro conquistata a Peyonchang nel 2018 e si commuove. L’azzurra di snowboard ha seguito con trepidazione le Olimpiadi di Tokyo facendo un tifo indiavolato per gli azzurri. E’ stata l’occasione per ricordare la sua medaglia e i suoi sacrifici fatti per arrivare in alto. Gli stessi fatti da tutti gli atleti presenti in Giappone.

Le lacrime di Sofia Goggia

Sofia Goggia scrive così sul proprio profilo Instagram. “Sono saltata sul divano, ho fatto notti insonni, ho urlato incitando gli atleti di @italiateam 🇮🇹, mi sono venute le lacrime agli occhi, la pelle d’oca e i brividi. 
A vedere questa splendida Italia a #Tokyo2020 mi si è riempito il cuore di emozione..grazie❤️
Vincere l’Olimpiade è qualcosa di talmente grande che, a parer mio, rimane quasi inconcepibile, è un concetto talmente puro, perfetto e sublime da rimanere in una sorta di Iperuranio. 
Poi però giro la testa e l’occhio cade sulla medaglia d’oro che ho vinto a #Peyongchang2018 : la vedo li, è magnifica, è vera ed è per sempre.. forse non sono ancora riuscita a realizzare.
La mia attenzione viene ora catturata dalle interviste degli atleti che hanno appena vinto e che, ancora increduli e pervasi dall’emozione, parlano di come questo fosse il loro sogno sin da piccoli: ancora stentano a crederci.
Allora ieri , nel mio day off, mi è tanto venuta la voglia di tornare nel luogo che ha costituito la culla dei miei, di sogni, portando anche, per la prima volta, quell’oggetto del metallo più bello: sono tornata a Foppolo con la mia medaglia. 
Nel nostro sport, a differenza di tanti altri, le variabili sono molteplici: bastano un’alitata di vento contro, una fantozziana nuvoletta, un sassolino in pista che mangia la lamina dello sci per cambiare le carte in tavola, motivo per cui tanti sciatori preferiscono , se potessero scegliere a tavolino, le Coppe del Mondo, graduatorie che premiano la costanza e il rendimento espressi nell’arco dell’intera stagione. Ma qui seduta in cima al Montebello, guardando il piccolo grande comprensorio da cui sono partita, rivedo tutto , le prime curve, le piste, rivivo nel cuore e nella mente il percorso , vedo i sogni di me da piccola e allo stesso tempo, con immensa gratitudine, li stringo forte nelle mie mani; mi sento emozionata per tutto questo ma anche per quello che ho vissuto in questi giorni tramite Tokyo e… mi sento di dire che per me non c’è nulla, nulla di paragonabile all’Immensità dell’ ’#olimpiade . 
Penso e sorrido… se mi dovessero chiedere quale sia il mio sogno, risponderei, a distanza di anni, con sincera emozione: lo stesso di quando ero ba
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