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Softball / Greta Cecchetti: “Di notte sogno le Olimpiadi, di giorno vorrei essere un’orca assassina…E’ dolcissima”

Tra le grandi protagoniste della Nazionale italiana che ha appena vinto l’Europeo di Softball c’è sicuramente Greta Cecchetti, autentico punto di forza della squadra azzurra. La lanciatrice di Bollate è al settimo cielo, si gode lo straordinario successo ma al tempo stesso è già concentrata sul prossimo obiettivo.  Dal 23 al 27 luglio andrà in scena in Olanda il torneo di qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo 2020.
Greta, partiamo dal successo agli Europei. Te l’aspettavi?
Sapevamo di essere una buona squadra ma è stato durante la manifestazione che è cresciuta in noi la consapevolezza di potercela fare. Era un torneo molto difficile anche perché molte squadre si sono presentate con giocatrici dal doppio passaporto, c’erano ad esempio tante americane. Ma quando abbiamo iniziato a conquistare una serie di record, ci siamo rese conto che stavamo facendo qualcosa di grande“.


L’arma in più: il gruppo o la tecnica?
Diciamo che quando si vince lo spogliatoio fa sempre la differenza. Questa è una squadra ricostruita qualche tempo fa, ringiovanita ma allo stesso tempo molto unita. Abbiamo scoperto di avere anche dell’ottima tecnica…“.


Facciamo un salto indietro nel tempo. Come mai hai scelto il softball?
Da bambina sono cresciuta molto velocemente. Ero scoordinata e poco veloce. I miei genitori mi hanno fatto provare diversi sport ma non mi piacevano anche perché faticavo un po’. Così le mie zie (giocatrici di softball) un giorno mi hanno chiesto di provare, da quel momento non ho più smesso. Avevo 8 anni”.


Per un ragazza di Bollate giocare a softball è quasi un obbligo…
Indubbiamente da noi è lo sport più seguito. La società del Bollate è molto solida, organizzata e vincente: 59 titoli italiani!“.


Secondo te perché il softball, come altri sport, non riesce a decollare in maniera importante?
Il discorso è molto complesso, ci sono tanti ragioni. In Italia si pensa solo al calcio e i mass media danno luce praticamente a soli tre o quattro sport. Ci vorrebbero anche più strutture, siamo molto indietro da questo punto di vista. La Federazione mondiale sta facendo qualcosa, l’idea di modificare leggermente questo sport e di renderlo più facile da praticare anche in un cortile mi piace. Un po’ come è successo nel rugby, con il Seven“.
Ma le regole del softball sono così difficili?
Ma no, sembrano tante ma non lo sono. Basta vedere qualche partita e si capisce tutto“.
Il fatto di poter giocare anche all’estero quanto incide sul tuo rendimento?
Sono cresciuta parecchio da molti punti di vista. Sono stato in Florida e in Texas dove mi sono laureata in psicologia. Ora da qualche anno sono in Australia e mi piace moltissimi. Lì la stagione è al contrario e questo mi permette di allenarmi sempre al caldo, visto che il softball si gioca di norma in estate; gioco due stagioni all’anno e questo mi permette di essere più pronta anche per il campionato italiano e per la Nazionale”.

Tre aggettivi per definirti?
“Competitiva, affidabile e precisa”
Punto debole?
“A volte la mia precisione mi porta ad essere troppo severa”.
Hai tatuaggi?
“No”
La prima cosa che fai al mattino?
“Lavo i denti”
L’ultima prima di andare a letto?
“Guardo partite di softball”.
Se potessi diventare un animale quale vorresti essere?
“Un’orca assassina. Molti pensano sia cattiva e invece è intelligente e dolce”.
Hai un sogno ricorrente?
Sogno spesso le Olimpiadi…”
Piatto preferito?
“Pizza e pasta”.
Bevanda preferita?
“Acqua e the caldo”
Sei invidiosa?
“No”
Hai mai odiato qualcuno?
“Odiare è una parola grossa, no”
Credi nella parità dei sessi?
“Sì”.
Si può essere femminili in campo?
“Certo. Io indosso degli orecchini di perle che podio sono anche un portafortuna”.
La parte del tuo corpo che ti piace di più?
“Le spalle”.
E quella che ti piace meno?
“I piedi”.
Come ti immagini tra vent’anni?
“In salute”
Che rapporto hai con i social?
“Buono. Anche se per certe cose chiedo aiuto alle compagne più giovani”.
Credi agli Ufo?
“Non credo agli Ufo e neppure ai fantasmi”.

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Informazioni sull'autore

Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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