Non si ferma neppure di fronte elle minacce di morte Macarena Maca Sanchez la calciatrice dell’UAI Urquiza, club di prima divisione argentina, che ha iniziato una vera e propria battaglia contro la Federcalcio ma in generale contro una cultura che penalizza il calcio in rosa.
C’echi la minaccia e chi la ferisce ulteriormente come la dirigenza del suo club che ha visto bene di punirla mettendola fuori rosa.
Siamo in un ambiente che ci esclude quotidianamente e ci manda via. Gran parte della società pensa che le donne non sanno giocare a calcio e che non dobbiamo esercitare il nostro diritto di praticarlo. – ha dichiarato la calciatrice – È frustrante, i giocatori della squadra maschile (che milita in terza divisione NdR) hanno salari migliori e possono vivere di calcio, mentre noi sfortunatamente non possiamo. Noi abbiamo risultati migliori, vinciamo più titoli e giochiamo nei tornei internazionali, ma siamo considerate inferiori perché donne”.
Sanchez, come le compagne, guadagna 400 pesos al mese (circa 11 euro) per giocare nell’UAI, ma per altre ragazze la situazione è ancora peggiore con i club che chiedono loro di giocare gratis e non coprono neanche i bisogni primari obbligando le calciatrici a pagare di tasca propria anche le trasferte o le cure mediche. “Nonostante il calcio sia lo sport più popolare in Argentina, le donne non possono praticarlo come professioniste. Società e Federazione non ci riconoscono come lavoratrici, così come non riconoscono i nostri diritti basilari. La nostra società continua ad essere retrograda e maschilista, i diritti delle donne sono costantemente violati e subiamo discriminazioni di ogni genere. I club non vogliano riconoscerci come professioniste perché non accettano che una donna possa occupare un posto che è stato storicamente riservato agli uomini. Il compenso più grande per me sarebbe che la mia protesta venisse ascoltata e che le calciatrici venissero riconosciute come professioniste. Se dovessi ricevere il mio compenso economico, sarà parte di questi soldi allo sviluppo del calcio femminile in Argentina”.
Una protesta vibrante, accorata, sentita. Una protesta molto forte quella della ragazza che si batte per i diritti suoi e di tante ragazze. Un problema argentino ma non solo…