Dopo mesi di battaglie e minacce la calciatrici della Liga spagnola di calcio femminile hanno deciso di scioperare e quindi di non giocare le 8 partite della nona giornata di campionato, in programma nel weekend appena trascorso. Si tratta del primo sciopero nel calcio femminile spagnolo. Una decisione presa dall’assemblea di più di 200 giocatrici, il 90% delle quali ha votato a favore della serrata.
Motivo del contendere è che la Liga non accetta di riconoscere alle calciatrici il contratto da atlete ‘full time’, quindi professioniste, che comporterebbe un deciso aumento del salario medio, attualmente di 16mila euro (lordi) all’anno, circa 1.000 euro al mese netti.
Fra le richieste delle calciatrici, c’è quello di vedersi raddoppiato lo stipendio minimo, da 8.000 a 16.000 mila euro annui, oltre a ottenere tutele di base come il riconoscimento dello stato la gravidanza e le ferie.
“Ci sono situazioni limite di gente pagata come se svolgesse attività per 12 ore la settimana e certe cose non sono più ammissibili. Non è questione solo di soldi, ma di diritto del lavoro” spiega il portiere dell’Athletic Bilbao Ainhoa Tirapu.
Poche, per la verità, le discese in campo dei colleghi uomini. Tra questi il giocatore del Barcellona Antoine Griezmann attraverso twitter ha espresso la propria vicinanza alle colleghe in lotta per un accordo migliore. “Mando tutto il mio sostegno alle compagne calciatrici che sono in sciopero e lottano per i loro diritti. Coraggio!”.
Anche Andres Iniesta ha voluto dare la propria solidarietà alle ragazze impegnate in una lotta molto difficile.

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