Quella appena conclusa è stata la stagione dell’affiliazione, la prossima sarà invece quella dell’acquisizione definitiva. La conferma arriva in anteprima a Sportdonna.it il mister Alessandro Pistolesi: l’Empoli maschile acquisterà il Castelfranco femminile.

Mister, dopo l’affiliazione è arrivato il tempo di passare definitivamente all’Empoli.
“Nel mese di giugno completeremo il nostro percorso con l’Empoli in modo che il Castelfranco diventi Empoli a tutti gli effetti. Avremo una maggiore responsabilità e maggiore convinzione nel nostro lavoro. I nostri ideali si sposano alla perfezione con quelli dell’Empoli: noi come loro vogliamo far crescere in casa i nostri talenti per poi averli pronti per la Prima squadra”.

Cosa cambierà a questo punto?
“Per quanto riguarda il mercato non cambierà nulla, l’Empoli vuole fare un percorso diverso rispetto alla Fiorentina dei Della Valle che ha subito costruito una squadra per competere a grandi livelli in serie A. Noi vogliamo continuare a coltivare i nostri talenti. Cambieremo nome, non ci chiameremo più Castelfranco perché l’Empoli acquisisce la società e non il titolo. Finalmente avremo la solidità economica che in questi anni è mancata, niente più problemi per iscriversi al campionato o per pagare il pullman nelle trasferte. Avremo solidità e progetti a lungo termine”.

Cosa è significato per voi arrivare fino in semifinale di Coppa Italia e giocarvela fino all’ultimo minuto contro l’AGSM Verona?

“E’ stata davvero una bella sensazione arrivare a giocarci una finale contro una delle squadre più forti in Italia. Ci abbiamo anche sperato ad un certo punto, il rammarico è quello di essere riusciti a giocarcela alla pari senza passare il turno. A pochi minuti dalla fine avevamo sui piedi la palla che ci avrebbe portato in finale, visto che in quel momento la partita era in parità, ma non siamo riusciti a concretizzare l’occasione”.

Il rammarico più grande forse resta il mancato approdo in serie A.
“E’ storia parallela come quella della Coppa Italia. Contro il Cuneo, nello scontro diretto, abbiamo avuto la palla per passare in vantaggio ma abbiamo sbagliato nel momento decisivo. Forse a questa squadra qualche schiaffo serve per crescere. Sia il Verona che il Cuneo avevano rose di maggior esperienza, a noi questo manca perché abbiamo ragazze che sono nate dal 96 al 98. Il prossimo anno la speranza è quella di maturare e arrivare alla consacrazione per poter puntare alla promozione in serie A. Abbiamo fatto un buon campionato con 22 vittorie, 3 pareggi e una sola sconfitta ma davanti a noi abbiamo trovato un grande Cuneo”.

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