“Tutto è possibile se ci credi veramente”. Parla così Silvia Piccini, vice allenatrice delle Pulcine A e le Pulcine B per il settore femminile di AC Milan. Per lei, che sperava di far parte del mondo del calcio fin da piccola, avere l’opportunità di lavorare con la sua passione è un vero e proprio sogno realizzato.

Silvia, che cosa significa per te lavorare per il Milan?
“La mia passione e il mio lavoro coincidono grazie all’opportunità che mi ha dato il Milan.
Si sta realizzando uno dei miei più grandi sogni e ritengo sia il lavoro più bello del mondo.
Poter trasmettere la mia passione per il calcio alle bambine “rossonere” facendole maturare dal punto di vista educativo e sportivo. Il Milan è una società che infonde un grande senso di appartenenza, anche se la tua squadra del cuore è un’altra. Mettermi a confronto con professionisti mi consente di crescere e migliorare giorno per giorno e sono emozionata di far parte del progetto dando il mio contributo. Questa avventura mi ha fatto realizzare che “tutto è possibile se ci credi veramente”.

Quando hai deciso di intraprendere questo percorso nel mondo del calcio?
“Sarò sincera, da piccola volevo fare la calciatrice, non mi sono mai immaginata fuori dal campo, fino a quando non l’ho provato. Facendo esperienza, passo dopo passo, ho capito e deciso che sarebbe potuto essere il mio futuro e oggi, ne sono sempre più convinta. Per questa ragione, mi sono laureata in Scienze Motorie e specializzata nel gioco del calcio, ottenendo il Patentino Uefa B e la licenza di Preparatore atletico professionista, ma la formazione continua e la cosa più importante è l’esperienza sul campo. Come disse Sacchi “per fare l’allenatore servono quattro cose: occhio, pazienza, memoria e fortuna”. La strada è lunghissima ed io sono solo all’inizio ma mi reputo molto fortunata. Devo farmi ancora le ossa, ma ne ho la voglia e la pazienza. Devo ringraziare la mia famiglia, per aver assecondato le mie scelte, dandomi la possibilità di scegliere questo sport e per avermi aiutato nel mio percorso di studi. Oltre ad essere allenatrice, vorrei essere “un’educatrice”, poiché oltre agli aspetti tecnico-tattici, vorrei In-segnare (che significa “segnare dentro”) lasciando qualcosa di speciale nelle persone”.

Di che cosa ti occupi principalmente come vice allenatrice?
“Siamo uno staff composto da cinque allenatrici, io aiuto sia le Pulcine A sia le Pulcine B.
Ogni settimana ci confrontiamo e programmiamo gli allenamenti in base alle necessità della squadra seguendo le linee guida del Milan. L’obiettivo è quello di crescere delle giocatrici che abbiano un buon dominio di palla, con il coraggio di superare l’avversario, che non abbiano paura di sbagliare, acquistando fiducia in sé stesse, che sappiano cosa vuol dire essere una squadra, con un forte rispetto nei confronti dell’altro ma soprattutto che sappiano usare prima la testa e poi i piedi. Vogliamo dare loro la possibilità di vivere in prima persona le esperienze e individuare autonomamente le soluzioni ai problemi posti attraverso il gioco, consentendogli un apprendimento più duraturo nel tempo”.

Ci sono delle differenze tra bambino e bambina?
“Sicuramente si, ma ci sono anche tra maschi e maschi, o femmine e femmine, dipende da molti aspetti. La crescita nel bambino e nella bambina è quasi identica. Fisiologicamente parlando un uomo e una donna sono diversi, ma dal punto di vista psicologico-comportamentale, la differenza la fa l’ambiente in cui si cresce, quindi, direi che è forse più un aspetto socio-culturale. Ad esempio sviluppare una buona e sana autostima è importante per ogni bambino. Secondo alcuni ricercatori, sono le bimbe ad avere più difficoltà: essendo di solito più obbedienti e orientate alle persone, tendono a crescere con meno stima di sé stesse e con più insicurezze rispetto ai bambini. Quindi starà nelle competenze dell’allenatore/trice capire il proprio gruppo e gestirlo al meglio esprimendo sempre approvazione, stima e garantendo un ambiente sicuro e stimolante”.

Che cosa può offrire una struttura professionale come quella del Milan
ad una bambina?
“Ci alleniamo al Vismara, la struttura sportiva è attrezzata e molto efficiente.
Al suo interno si trovano 7 campi in erba e in sintetico dove si allena tutto il settore giovanile del Milan. Vi sono tutte le essenzialità che un club professionistico richiede. È infatti dotato di Palestra, Area medica e fisioterapica, Area Psicologica, aule dedicate alla formazione, alla video analisi e alla valutazione funzionale. Poter avere a disposizione tutto ciò è un grande vantaggio per noi che abbiamo gli strumenti giusti per lavorare, ma anche per le nostre ragazze poiché hanno i mezzi concreti per raggiungere certi livelli. Chiaramente questo è solo un perfetto contorno, a fare la differenza è sicuramente altro”.

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