Definirlo solo mister sarebbe riduttivo. Tecnico, vice presidente, se serve magazziniere e segretario ma lui con tutta la semplicità dice: “Sono solo Fox (così come lo chiamano gli amici, ndr). Ama la letteratura tanto da citarci qualche verso della Divina Commedia a memoria: “Com’è che si chiamava il fiume dove le anime venivano trasportate all’inferno?”. E noi che pensavamo di essere prontissimi per parlare della sua storia e della sua Accademia Acqui siamo presi un po’ in contropiede. Questo è Maurizio Fossati o almeno una piccola parte del personaggio che abbiamo conosciuto.

Iniziamo parlando della tua storia da allenatore. Perché hai scelto il calcio femminile?
“E’ stata una scelta spontanea, nella mia carriera calcistica non mi era mai capitato ma sono uno sportivo e mi piacciono le sfide tanto è vero che ho allenato anche gli amatori. All’epoca un dirigente del Libarna, eccellenza, visto che non stavo allenando, mi propose di allenare una squadra femminile. Era il novembre 2010 e ho risposto subito “Sì, me la sento”. Ho accettato con grande entusiasmo. Non so se sia più difficile allenare squadra maschili o femminili. So che all’inizio avevo paura di far male alle ragazze coi miei allenamenti. Le pensavo più fragili, ma ora non faccio più nessuna distinzione. Anzi, posso dire che le ragazze sono decisamente più professionali dei ragazzi: sgobbano di più, non si tirano mai indietro”.

Tecnico e vice presidente, come mai ricopri due cariche all’interno dell’Accademia Acqui?
“E’ un doppio ruolo che non è voluto, ma è stato obbligato. Noi siamo nati soltanto nel 2013 e fino a maggio eravamo collegati alla squadra maschile. A maggio poi ci sono stati alcuni problemi, la società ha cambiato presidente e non sapevamo quale sarebbe stato il nostro futuro. Da qui l’idea di staccarci e prenderci tutte le responsabilità sulle spalle. Dobbiamo ringraziare i nostri sponsor, Giacomo Rione, Patrizia Erodio e Roberto De Micheli ma anche quelli più piccoli. Il nostro presidente è il Dottor Saccone poi ci sono tante altre figure importanti come Andrea De Marchi e Giorgio Basso. Cerchiamo di triplicarci: autisti, magazzinieri, direttori sportivi, facciamo di tutto per l’Acqui”.

Durante questa stagione l’Accademia Acqui ha sorpreso tutti, ad oggi siete terzi nel girone C a quota 32 punti.
“Lo devo ammettere, siamo una neopromossa con bleff perché molte giocatrici avevano già giocato in questa categoria ma è bello vedere come siano cresciute anche le ragazze più giovani. Ad inizio stagione non ci conosceva nessuno, invece ora sono contento perché siamo un piccolo puntino ma ci siamo anche noi. Siamo fortunati perché ci alleniamo e giochiamo in strutture moderne, ma vedere queste ragazze giocare e crescere è sempre un piacere”.

Dopo un debutto in serie B ad alti livelli, quale sarà l’obiettivo per la prossima stagione?
“Vogliamo restare coi piedi per terra. Non siamo soliti prefissarci un obiettivo, se non quello di fare sempre il massimo. Anche questo campionato vogliamo giocarcelo fino in fondo anche se matematicamente non possiamo più raggiungere la promozione. E’ assurdo che non ci siano play off e play out, perde lo spettacolo e i campionati si chiudono molto prima”.

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