Abbiamo avuto il piacere di incontrarla nel giorno della finale di Women’s Champions League a Reggio Emilia insieme ad alcune sue compagne di squadra. Irene Spallucci, capitano dell’Apulia Trani squadra che si è classificata nona nel girone D di serie B, ci ha mostrato la realtà calcistica della squadra pugliese.

Irene, qual è stato il bilancio della vostra stagione?
“E stato il secondo anno in B dopo che siamo state ripescate lo scorso anno. Anche in questa stagione puntavamo a salvarci ed è arrivato un dignitoso nono posto che dimostra la crescita globale di tutta la squadra. Di conseguenza per il prossimo anno proveremo a migliorarci. Noi dobbiamo lavorare sodo per crescere ed ottenere nuovi risultati”.

Dalla B al campionato regionale, quali sono le differenze?
“Ci sono tante differenze con la serie C. In B c’è decisamente più qualità e viene richiesta grande professionalità. Noi però riscontriamo tanti problemi ad esempio con arbitri che spesso professionali non lo sono proprio e peccano di superficialità”.

Che spinta può dare la finale di Women’s Champions League che si è giocata in Italia?
“In generale in Italia c’è bisogno di un cambiamento netto altrimenti rimaniamo sempre allo stesso punto. La finale di Women’s Champions League a Reggio deve essere un esempio per capire quello che può fare il calcio femminile”.

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