La LND si potrebbe prendere l’1% del ricavo dei diritti televisivi del campionato di serie A maschile che ammontano a 1,2 miliari di euro all’anno, per far crescere i propri settori giovanili, compresi quelli femminili. E’ questa la proposta di emendamento al DL Fiscale collegato alla Legge di Stabilità. Focalizzandoci sul calcio femminile, abbiamo provato a capire quali potrebbero essere i vantaggi dei settori giovanili in rosa intervistando sul tema l’Avvocato Cesare Di Cintio dello studio legale DCF Sport Legal.

Avvocato, secondo lei quale vantaggio potrà avere il calcio femminile qualora passasse l’emendamento sul 10% dei diritti televisivi da versare nelle casse dei settori giovanili?
“Per rispondere in modo esaustivo, ricordo innanzitutto che il Calcio Femminile è un dipartimento della LND. Pertanto, a quanto ad oggi risulta, la Federcalcio sarebbe tenuta a versare l’1% dei proventi derivanti dai diritti televisivi alla LND. Dopodiché non è dato sapere se sarà la Federcalcio a determinare la suddivisione dei proventi alla Lega Nazionale Dilettanti ovvero se di questo se ne occuperà direttamente la LND. Tuttavia, indipendentemente da questi aspetti strettamente tecnici, ritengo che le parole degli ultimi giorni dei massimi dirigenti sportivi italiani, segnatamente il Presidente del CONI Malagò e il Presidente della FIGC Tavecchio, lascino intendere che il calcio femminile beneficerà in modo piuttosto cospicuo di queste risorse”.

Secondo le percentuali di divisione che abbiamo letto, le squadre di B maschile o di Lega Pro riceverebbero più soldi rispetto ad un Mozzanica, non affiliato, sarebbe quindi una legge a svantaggio delle squadre femminili senza legami col maschile?
“A livello di percentuali assolute le somme redistribuite a favore di Lega B (6%) e Lega Pro (2%) saranno verosimilmente più elevate rispetto a quelle destinate alla LND (1%). Ciò non toglie che, a mio avviso, il paragone non deve e non può essere operato in termini assoluti, ma deve necessariamente essere parametrato al rapporto costi/ricavi delle società appartenenti ad una determinata Lega. In quest’ottica ritengo che i benefici a favore delle società femminili potranno essere maggiori rispetto alle società maschili”.

Facciamo un esempio. Se il Brescia venisse assorbito dalla rispettiva squadra maschile riceverebbe i soldi destinati alla serie B oppure sempre quelli della Lega Dilettanti?
“Sottolineo che l’iter parlamentare non è ancora concluso, quindi non è possibile ad oggi una lettura organica del provvedimento che chiarisca ogni dubbio. In ogni caso, sia dalle parole del Presidente Malagò sia dalle dichiarazioni del Presidente Tavecchio emerge la forte volontà di destinare molteplici risorse allo sviluppo del calcio femminile. Alla luce di ciò ritengo verranno posti in essere tutti i correttivi necessari per evitare disparità di trattamento tra squadre femminili legate a società maschili e squadre femminili indipendenti”.

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