Classe 1995, un futuro come centrale di difesa nelle Azalee di Gallarate e ancora tanta strada da percorrere per crescere. Giulia Segalini in questo percorso ha una tifosa speciale: la nonna che prima di ogni partita fornisce consigli utili non solo alla nipote ma anche a tutta la squadra.

Da cosa nasce la tua passione per il calcio?
“Mi è sempre piaciuto il calcio, infatti giocavo sempre all’oratorio anche se nel frattempo ho fatto diversi sport come pallavolo e ginnastica artistica. A 13 anni finalmente ho convinto i miei genitori a iscrivermi alle Azalee di Gallarate e da lì non me ne sono più andata”.

Che tipo di giocatrice sei, come ti descriveresti?
“Mi ritengo una giocatrice con tanto ancora da imparare ma anche molta voglia di farlo e sempre disposta ad aiutare la squadra”.

Hai un rito per caricarti prima di entrare in campo?
“Prima della partita sono solita chiamare mia nonna che è una specie di guru per me e per la squadra. Mi dà sempre consigli su come affrontare partita per partita in base all’avversario che mi trovo davanti”.

Qual è il tuo obiettivo per la prossima stagione con le Azalee?
“Il mio obiettivo per la nuova stagione con le Azalee è sicuramente quello di far bene personalmente e con la squadra e riuscire a migliorare la posizione dell’anno scorso”.

A tuo parere, qual è il limite più grande del calcio femminile italiano?
“Si stanno facendo passi avanti ma uno dei limiti più grandi del calcio femminile è quello di essere poco considerato dalle persone che potrebbero far qualcosa per farlo crescere. L’Italia rispetto ad altre Nazioni come Germania o Stati Uniti accantona troppo questo sport considerandolo molto meno importante rispetto a quello praticato dai colleghi maschi”.

 

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