E’ convinto di avere la migliore rosa a disposizione e punta sull’esperienza per sopraffare la Fiorentina, che fin qui ha inciampato contro il Mozzanica. L’obiettivo? Dimenticare la gara d’andata e ovviamente vincere lo Scudetto. Per farlo, il Brescia dovrà quasi necessariamente uscire dal big match di sabato con 3 punti in tasca. Giuseppe Cesari, presidente e numero uno della società, è convinto che le sue ragazze possano ancora compiere l’impresa.

La squadra dopo la pausa sembra aver ingranato una nuova marcia, c’è fiducia nell’ambiente in vista della sfida contro la Fiorentina?
“La fiducia deve necessariamente essere la prima cosa, sabato ci sarà big match in cui si affronteranno le due società più all’avanguardia e competitive del nostro campionato. Fiorentina e Brescia hanno la fortuna di avere sulla panchina i tecnici più preparati del calcio femminile, i quali sanno far giocare molto bene le loro squadre. Ci guarderanno tutti, ancora di più dopo le frasi su Zazzaroni riguardo al calcio femminile. Io sono convinto di avere in rosa le migliori giocatrici, dalla nostra possiamo mettere sul campo anche un’esperienza che forse alla Fiorentina ancora manca. Sappiamo come si giocano queste gare, le abbiamo già giocate in Women’s Champions League e anni fa contro la Torres. Dobbiamo fare una partita perfetta sotto ogni punto di vista per vincere ma sono convinto che possiamo farcela”.

Per voi è una partita da dentro o fuori?
“Indubbiamente abbiamo solo un risultato possibile, mentre la Fiorentina può giocare anche per il pareggio. Dopo questa gara però non possiamo dimenticare che che ne saranno altre. Il nostro è un calendario difficile, dovremo affrontare ancora il Mozzanica che è una squadra tosta. In ogni caso quindi dobbiamo tenere i piedi per terra e non mollare nulla”.

Contro il Tavagnacco avete ritrovato una Bonansea in splendida forma, può essere lei la giocatrice in più per scardinare la difesa della Fiorentina che ha subito solo 5 gol fin qui?
“Una giocatrice non fa vincere la squadra, tutte possono essere decisive giocando insieme e facendo team. Bonansea contro il Tavagnacco ha fatto una prestazione splendida, ma a volte la sgrido perché ha delle capacità nelle gambe che ancora non conosce. Dovrebbe metterle maggiormente a disposizione del gruppo. Faccio un esempio, in occasione del primo gol contro il Tavagnacco ha fatto diversi metri, fino ad arrivare vicino alla porta. A quel punto si è trovata con Tarenzi smarcata al suo fianco e ha voluto comunque tirare. Le è andata bene, ma la sua compagna era in una posizione migliore”.

Indipendentemente da come andrà la gara con la Fiorentina, il posto in Europa è ormai blindata per il prossimo anno. Che cosa significherebbe per voi giocarvi ancora la Women’s Champions League?
“Voglio che tutti restino concentrati, guai a chi molla. Abbiamo provato a perdere un campionato per un punto, non dobbiamo commettere lo stesso errore. Indipendentemente dal risultato contro la Fiorentina, dovremo continuare a macinare punti. Non andare in Women’s Champions League per noi sarebbe un disastro, qualificarci è il punto fermo ma ora pensiamo allo Scudetto”.

Abbiamo visto Martina Rosucci allenarsi col pallone, quando è previsto il suo rientro in campo?
“Rosucci si sta allenando con il pallone ma non è ancora pronta per scendere in campo, sta dando l’anima ogni giorno perché vorrebbe andare agli Europei con la Nazionale. Io però le dico sempre di non forzare i tempi, non voglio rischi di scendere in campo col Brescia prima che sia recuperata al 100%, dobbiamo essere certi del suo recupero prima di farla tornare a giocare. Una data? Non c’è ancora. La sua assenza si sente perché costringe Cernoia a giocare in mezzo, anziché sulla fascia. Anche Girelli si sta sacrificando molto in un ruolo che non è il suo”.

Avrà sicuramente sentito delle frasi di Zazzaroni: “Una donna non può allenare una squadra di calcio professionistica maschile”. Lei in panchina è uno tra i pochi ad aver scelto una donna, che cosa si sente di dire in merito a queste dichiarazioni?
“Premesso che siamo tutti nati per imparare e migliorarci, indipendentemente dal sesso, posso condividere il suo discorso sulla diversità tra il calcio femminile e quello maschile quando si parla di velocità e fisicità. Anche per questo spesso noi facciamo gare contro squadre maschile, per misurarci con le loro caratteristiche atletiche diverse. Anche quando giochiamo in Women’s Champions League ci rendiamo conto di avere una potenza e una fisicità minore rispetto alle avversarie. Ho sempre ammirato Zazzaroni, ma sul discorso che una donna non possa allenare una squadra di calcio professionistica maschile, proprio non condivido. Sono frasi che non hanno senso”.

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