L’Italia che sta stretta e allora via in Inghilterra per scoprire una nuova vita con qualche possibilità in più. Questa è la storia di molti giovani italiani tra questi c’è anche Giulia Ferrandi che da settembre si è trasferita in pianta stabile nel paese della Regina Elisabetta. Bergamasca d’origine, bresciana d’adozione perché con le Leonesse ha vinto da protagonista la Coppa Italia 2011-12. Poi il ginocchio che fa crack, i dubbi, il calcio a 5 fino ad arrivare alla decisione del trasferimento, un nuovo inizio appunto da cui siamo partiti per raccontare il presente ed il futuro della centrocampista classe 1992 che in queste settimane abbiamo seguito nella nostra rubrica “L’Italia che sceglie l’estero”. Da buona Juventina si ispira a Pogba, ha ammirato Del Piero e sogna di diventare come Ramona Bachmann del Wolfsburg.

Giulia, che cosa ti ha spinto in Inghilterra?
“In Italia mi sentivo stanca e demotivata, non vedevo futuro. Così ho deciso di mandare qualche curriculum in Inghilterra dove raccontavo la mia storia calcistica. Alla fine ho trovato un accordo col West Ham per fare un provino e da settembre 2015 mi sono trasferita in pianta stabile. Negli ultimi mesi sono poi passata al Watford che milita in una categoria superiore”.

Quali sono le differenze maggiori tra il calcio femminile in Inghilterra e in Italia?
“Dal punto di vista del gioco il calcio inglese è decisamente più fisico e meno tecnico. Se hai molta tecnica ma non sei preparata fisicamente incontri delle difficoltà. Poi qui le strutture sono decisamente più all’avanguardia. Le squadre femminili sono legate a quelle maschili, ad esempio al West Ham ci allenavamo coi ragazzi. Anche al Watford abbiamo tutto: campi e palestre super attrezzate”.

Quali sono le difficoltà maggiori che stai incontrando?
“Londra è cara ma ci sono decisamente molte possibilità. Mi divido tra lavoro e calcio, mi sto impegnando al massimo in entrambe le cose. L’inglese? Ormai mi sono abituata”.

E alla Nazionale non ci pensi mai?
“Fin ora ho giocato nell’Under 17, nell’Under 19 e nell’Under 20. E’ un mio obiettivo tornare perché ho voglia di dimostrare quanto valgo, ma non è il mio scopo primario”.

Continuando a guardare al futuro, ti vedi in Italia o sempre all’estero?
“L’Inghilterra è il mio punto di partenza, dipenderà tutto da me. In Italia non torno perché non vedo futuro né nel calcio né in nessun altro ambito”.

Il 19 giugno giocherai in amichevole contro la tua ex squadra, il West Ham, sei emozionata?
“Sarà un’altra occasione per dimostrare il mio valore. Sarà bellissimo giocare contro le mie ex compagne, sono già carica per dare il massimo”.

Gioca da quando ha 5 anni, il pallone per la prima volta l’ha calciato d’istinto e subito ha fatto gol come un buon numero 10 è solito fare. “Mia mamma non era convinta di farmi giocare a calcio, in realtà penso non lo sia nemmeno adesso” ci racconta. Eppure lei continua, perché ora quel pallone ha deciso di calciarlo come scelta di vita.

 

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