Allenatrice professionista da 110 su 110, prima donna a raggiungere questo punteggio e prima del suo corso, in barba anche ai colleghi maschi. Elisabet Spina, ex centrocampista di buon livello, da tecnico ha stoffa da vendere e in questa intervista ci racconta di sé e del suo mondo fatto di tanto amore per il pallone.

Che emozione è stata arrivare prima al corso Uefa A?
“Non mi aspettavo di riuscire ad ottenere il massimo dei risultati, l’obiettivo per me era semplicemente quello di far bene e di crescere. Il corso è stato il coronamento di un percorso importante in cui ho sempre investito sulle mie conoscenze. E’ una vittoria personale, mi sono messa in gioco e ho avuto una gratificazione”.

Ti aspettavi che la tua a storia facesse il giro d’Italia?
“Nemmeno questo era previsto. E’ stato gratificante perché ad un certo punto della mia vita mi sono stati riconosciuti tutti gli sforzi fatti fin qui. Le persone che vivono il tuo quotidiano ti danno la forza di affrontare le situazioni ma è bello poi avere anche un riconoscimento dall’esterno”.

Tra le tue attività c’è anche quella di responsabile di un Centro Tecnico del Milan: che esperienza è?
“Da anni lavoro all’estero col Milan del quale sono responsabile di un centro tecnico. La prossima settimana partirò per la Lettonia. E’ un’esperienza che mi ha dato la possibilità di crescere ed entrare in contatto con culture differenti. E’ bello avere la possibilità di confrontarmi con allenatori di alto livello in una realtà completamente diversa rispetto a quella che avevo vissuto in passato. In questo ruolo ho la possibilità di fare molte cose tra cui formazione e la gestione delle risorse umane”.

Come vedresti una donna allenatrice in uno spogliatoio di Lega Pro?
“In questo momento una figura femminile la vedrei meglio all’interno di uno staff, come prima allenatrice sarebbe impensabile. In uno staff invece potrebbe esserci uno scambio e il punto di vista di una donna potrebbe essere utile e alternativo”.

Come ti vedi in futuro?
“Non ho ancora pensato a questo. Amo il calcio e tutte le opportunità che ho me le sono costruite investendo nella mia competenza. Cercherò di fare bene in questo ambiente ma non ho ancora pensato a nulla di specifico. Voglio però crescere sia dal punto di vista personale che da quello professionale”.

 

 

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