Due anni al Mozzanica, l’ultimo con l’amaro in bocca per un finale di stagione che ha tolto ad una città il sogno Women’s Champions League. Sandy Iannella, centrocampista offensivo classe 1987 appena passata alla Sassari Torres, dove giocherà in serie B, ci racconta il suo anno e la sua scelta di tornare in Sardegna.

Sandy, che cosa ti porti dietro dal periodo al Mozzanica?
“In primis la figura del caro presidente Luigi Sarsilli. Decisamente senza di lui il mio arrivo a Mozzanica non ci sarebbe stato e neanche tutto quello che ho trovato! Porterò con me 2 anni in cui ho vissuto il vero calcio dove nessun pensiero portava ad altro ma anche le tante persone che ho conosciuto e mi hanno dimostrato tanto affetto, di cui alcune molto speciali”.

sandy-iannellaL’anno scorso siete partite forti, poi vi siete perse. Quali sono state le ragioni che vi hanno fatto perdere terreno?
“Ancora oggi non riesco a dare una risposta. Posso dirti che è mancata un po’ di esperienza e sicuramente lucidità da parte nostra e del mister! Non so davvero cos’altro dire perché ancora oggi l’amaro in bocca è forte!”.

Nella prossima stagione ripartirai dalla Sassari Torres. Da cosa dipende questa scelta?
“Prima di tutto è stata una scelta pensando esclusivamente a me. Ho ricevuto chiamate di progetti interessanti, ma alla fine ho scelto di cuore. Ho sposato il nuovo progetto Torres molto ambizioso e con molto orgoglio l’ho accettato, sicuramente molto difficile ma a me piacciono le sfide. In primis sapendo che il mister sarebbe stato Arca non ho avuto nessun dubbio a rientrare. Lui mi ha fatto diventare quella che sono e ancora oggi gli devo tanto, ho fatto un passo indietro per poi guardare sempre avanti più forte di prima”.

Che cosa ti aspetti da questa nuova avventura?
“Sicuramente mi aspetto un’avventura super positiva, dove posso cresce ulteriormente sia sotto l’aspetto calcistico che sotto quello umano. Sarò una tra le più mature e con più esperienza quindi avrò molte responsabilità sulle giovani, cercherò di dare il mio contributo per farle crescere e raggiungere dei buoni obbiettivi!”.

Vista la tua esperienza, che cosa a tuo parere manca nel calcio femminile italiano per raggiungere il livello dell’Europa?
Tutti gli anni ci illudiamo di fare dei passi in avanti ma come sempre i passi sono davvero piccoli per raggiungere i livelli europei!! Sicuramente bisogna portare avanti il discorso di affiliare una squadra femminile alla maschile, ma già da adesso dovrebbe essere d’obbligo inglobare la Prima squadra, non solo le under 12. Con solo una squadra professionista nel campionato italiano di serie A come possiamo crescere e farlo in breve tempo? Mi auguro che si muova qualcosa nel giro di un anno, massimo due!”.

 

Pin It on Pinterest

Condividi

Condividi questo articolo dove vuoi!