In questi momenti continuare è un sacrifico. Abbiamo ragazze che arrivano da tutta Italia: Cremona, Roma e non solo. Nove di queste ragazze abitano da me in due appartamenti che ho messo a loro disposizione. Siamo una specie di famiglia allargata” inizia così lo sfogo di Roberto Cau, presidente del Caprera, squadra che milita in Serie B, girone B. Attualmente il movimento calcistico sardo è in piena crisi: “Fino a qualche tempo fa ci davano un contributo dalla regione che era di 90 mila euro l’anno, ora questo contributo si è dimezzato e noi facciamo fatica a tirare avanti”. Ogni trasferta è un salasso per le società sarde visto che il più delle volte devono spostarsi con l’areo per raggiungere i campi delle avversarie: “Spendiamo 5 mila euro ogni volta che usciamo dalla Sardegna, dobbiamo pagare la trasferta quindi albergo e voli per staff e giocatrici. In più ad ogni inizio anno la Lega Nazionale Dilettanti ci chiede di pagare una tassa per l’iscrizione al campionato. Tutto questo è vergognoso. Più o meno spendiamo una cifra vicino ai 100 mila euro all’anno”.

“Per poter sopravvivere – ci spiega – stiamo cercando di tagliare, ad esempio non andiamo più in trasferta il sabato ma facciamo tutto la domenica consapevoli che in questo modo le ragazze arrivano già stanche in campo a causa dei lunghi viaggi. Abbiamo tagliato su tante cose, come ad esempio le attrezzature. Per fortuna c’è anche qualcuno che ci aiuta. La Delcomar, compagnia di navigazione per trasporti con traghetti di linea che portano alla Maddalena, dal 1 aprile ci dà tutti i passaggi gratuiti in modo che giocatrici e dirigenti possano entrare ed uscire per gare e allenamenti. Questo è di certo un alleggerimento importante per le nostre casse perché arrivavamo a pagare fino a 5 euro”.

Ci si affida alla buona volontà delle persone, eppure qualche soluzione da attuare ai piani alti ci sarebbe: “Dipendere direttamente dalla FIGC – continua il presidente del Caprera – sarebbe decisamente meglio per il calcio femminile. Ora i soldi dei diritti televisivi vanno alla Lega Nazionale Dilettanti, noi non li vediamo nemmeno”.  Nell’attesa che si muova qualcosa, la situazione continua ad essere drammatica: niente sponsor sulle maglie del Caprera a causa anche del fatto che l’economia sarda non riesce a ripartire, tanti sacrifici per mantenere la squadra e l’enorme rischio di scomparire: “Nel girone B come fanalino di coda ci sono 3 squadre sarde (Caprera, Oristano, Villacidro, ndr). Una squadra dovrà retrocedere, ma così si rischia di scomparire definitivamente perché in Sardegna non c’è un campionato Regionale. A quel punto mi chiedo cosa faranno, ripescheranno la squadra sarda oppure la lasceranno morire?”. Una domanda che resta aperta e che sta facendo passare notti insonni a chi crede nei valori dello sport.

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